Tornare a casa provoca diabete ♡

Io, Milano, l’ho sempre amata. Anche quando la odiavo (da piccola soprattutto). Mai avrei pensato di scrivere un post di questo tipo, ma quando ci vuole…ci vuole. Vivo a Roma da 9 mesi, e fino ad ora ne ho apprezzato (non necessariamente in questo ordine) gli scorci, le viste, il clima, i parchi, i fritti (cos’altro può offrire una zona piena di vie come via Catania/ via Catanzaro/ via Bari? Ovviamente cose buone e untissime tipo quelle di ‘Mpare e Mizzica). Più che altro di Roma…amo le possibilità. Quando ho realizzato di trovarmi in una nuova città, in cui quasi nessuno mi conosce, si è aperto davanti a me un panorama di possibilità mai immaginate. Che se una mattina mi gira, e voglio ballare per strada cantando ‘Under pressure’ dei Queens, così, giusto per smaltire l’ansia per una consegna, nessuno mi fermerà offrendomi un passaggio fino al San Carlo, nessuno posterà la mia foto su Fb in queste condizioni e soprattutto…nessuno ne parlerà.

Qui, ipoteticamente parlando, potrei diventare qualsiasi cosa, qualsiasi persona. Camminare per le strade di Roma mi fa sentire piccola, ma importante. Come se stessi conquistando qualcosa. Indipendenza, forse, amore, nuove storie, un lavoro che amo. Nonostante questo senso di onnipotenza che mi accompagna mentre scendo la scalinata di Piazza di Spagna con la colonna sonora di Flashdance a palla, non posso fare a meno di sentirmi sempre una turista, in mezzo ai turisti. Vivere in una città e ricostruire tutto dall’inizio certe volte sembra davvero difficile, e non c’è colonna sonora che tenga quando alle 9 di sera vorresti chiamare la tua migliore amica per una pizza sotto casa, trovare pronto a tavola perché mamma ha fatto le lasagne come piacciono a te, passeggiare sul Naviglio e incontrare subito qualcuno che conosci.

Così, visto che sono fortunata e il viaggio è breve, ogni tanto torno a Milano. Qui sognavo di diventare pattinatrice professionista (mamma scusa per le righe che ho lasciato sul balcone con i pattini a rotelle della Fisher Price), attrice, avvocato, moglie di William d’Inghilterra (l’ho anche sposato per finta con un’amica come testimone). Sognavo di diventare scrittrice, illustratrice. Sognavo di diventare grande.

Quando cammino per Milano mi sento così, grande, anche se meno importante. Qui ho costruito la mia prima rete di contatti, ho fatto della mia passione una carriera, ho coltivato amicizie, amori ed ambizioni. Magari vivrò in altre dieci città, magari Roma sarà la mia casa per tanti anni (in tal caso devo andarci piano con i fritti e correre di più nei parchi), questo non posso saperlo. Per adesso tornare a casa mi trasforma e mi rigenera, ogni volta che scendo dal treno.

Per la prima volta dopo tanti anni comprendo l’amore che prima non riuscivo a capire. Non è un amore pratico, è un amore che stringe lo stomaco, lo strizza per bene e ti fa sentire tutto, fino alla punta dei capelli. Anche se sei da solo/a, il tramonto a Milano ti fa sentire brilla/o, innamorata/o e capace di grandi gesti.

milano

Milano è una città straordinaria. Mi rende felice vederla adesso, rinata e tirata a lucido nonostante qualche brutto colpo, in questo periodo in cui tutti vorrebbero abbandonarla. Io, invece, vorrei poterci tornare presto, per conoscerla di nuovo, abbracciarla e rassicurarla, per dirle che resterò per un bel po’.

Questo post lo sto scrivendo proprio sul mio vecchio balcone, mentre aspetto il temporale (e probabilmente lo pubblicherò con il solito ritardo). Sono tornata per due settimane, volate alla velocità della luce. A stento sono riuscita ad incastrare tutti gli impegni, appuntamenti, visite e cene, ma ho comunque trovato il tempo per osservare affascinata la mia città. Il mio quartiere è cambiato, sono cambiati i treni della metropolitana, la Darsena si lascia guardare senza più transenne. Sono cambiata anche io. Continuo a farlo. Con me cambiano il mio lavoro e le mie ambizioni. Tengo duro e guardo avanti, perché spero di ritrovare Milano così, ad aspettarmi, anche tra 20 anni.

Magari tornerò qui prima, magari tornerò solo allora. Magari Juice for Breakfast sarà solo un bel ricordo, o forse ce l’avrò fatta e continuerò ad essere quel che sono ora, ma di più, con una consapevolezza diversa.

Per adesso mi godo questo cielo, aspetto il temporale e ringrazio Milano per queste due settimane. Avevo bisogno di tornare a casa e sentirmi grande.