Quattrocchi sul campo da rugby ♡

Buongiorno Juice Drinkers!

Vi avevo promesso spiegazioni per la mia assenza degli ultimi mesi, e dal momento che sono una quattrocchi di parola, eccomi qui, mani sulla tastiera, a raccontarvi tutto quanto.

Il motivo delle chiamate senza risposta, delle email mancate e della scarsa manutenzione del mio sito (devo ammetterlo, ho trascurato per qualche tempo la mia amata Factory, ma ho in serbo grandi sorprese per settembre) ha un nome: InnovAction Lab. Detta così, lo so, sembra una cosa malvagia, una misteriosa entità che si è impadronita del mio tempo, delle mie energie, e ha fatto sì che trascurassi i miei characters. Tutt’altro, ve lo posso assicurare.

Il 29 marzo, verso le 4 del mattino, mi rotolavo nel letto in preda ad una crisi mistica senza precedenti. Sì, perché qualche settimana prima avevo inviato la mia application per questo percorso formativo e ce l’avevo fatta.

Prima di cominciare a raccontarvi cosa ho dovuto passare negli ultimi tre mesi, vi spiego in breve di cosa si tratta: InnovAction Lab è il primo corso che ti permette di portare la tua idea davanti agli investitori.

“Ma non disegni pupazzetti?” – questa la domanda ricorrente quando cercavo di spiegare il percorso che avrei intrapreso alla maggior parte delle persone.

Ad ogni modo il 29 marzo InnovAction Lab avrebbe avuto inizio. La prima sfida? Il team building. Ora, come potrete immaginare non sono mai stata una grande sportiva, e certamente non avevo mai visto una palla da rugby dal vivo prima di quel giorno. Dal momento che ho una forte propensione all’autolesionismo ho deciso di lanciarmi nella mischia (o meglio, di farmi trascinare nella mischia) con gli occhiali sul naso. Compresa la minaccia imminente ho dovuto rinunciare a qualche diottria e togliermi gli occhiali.

Un momento di silenzio per immaginarvi la scena. Io che corro senza vedere un accidente, cercando di difendermi da un centinaio di sconosciuti (mai visti prima) e il tutto concentrandomi per non scivolare sull’erba, davanti a tutti. Perché si sa, su una cosa sono veramente brava, cadere per terra, davanti a tutti.

Per comprendere al meglio la prima giornata di InnLab vi lascio guardare il primo di una serie di video:


Come avrete capito lo scopo della prima giornata non era quello di far fuori le schiappe come me, ma quello di dare la possibilità a tutti i partecipanti di conoscersi, scontrarsi e confrontarsi. Qualcuno aveva già un’idea di partenza e si aggirava impavido alla ricerca di un team vincente per dar vita a qualcosa di importante.

Poi c’erano quelli come me: timidi e leggermente sotto shock per la mattinata. Ferite di guerra a parte, anche io mi sono messa alla ricerca di un team, e così ho incontrato Elisa.

Alla fine della giornata sapevamo già che avremmo creato qualcosa insieme, che dovevamo per forza fare team.

Mi sono soffermata su questa fase in particolare perché è stata fondamentale. Prima del 29 marzo non avevo mai preso in considerazione l’ipotesi di uscire dalla mia comfort zone per buttarmi a braccia aperte nel vuoto. Sì, avevo sognato un viaggio all’estero, esperienze lavorative fuori dal mio ambito. Lavorare freelance è una sfida continua, è vero, ma tutte le responsabilità, le fatiche e le sfide riguardano solo te e difficilmente ti metti in gioco al 100%, perché la paura sbagliare e le conseguenze peseranno solo sulle tue spalle.

In questo caso potevo finalmente contare su altre persone, su una vera e propria rete di ragazzi motivati, senza paura e con tutta l’intenzione di arrivare fino alla fine, lividi compresi.

Conoscere un centinaio di persone con la voglia di mettersi in gioco mi ha dato una carica che non avevo mai provato prima.

Una volta formato il team (la parte più difficile del percorso, in assoluto) è cominciato il vero lavoro. Amo scrivere papiri e raccontare gli affari miei, ma in questo caso riassumerò il percorso per punti, perché InnovAction Lab dovete viverlo, raccontarlo non basta.

Challenge #1: Team building
Challenge #2 e 3: Idea and Mentor
Challenge #4: Business model
Challenge #5: Pitch
Challenge #6: Pitch. Reloaded

Se vi siete presi un’oretta per guardare tutti i video con calma e per dare un’occhiata al sito web dell’organizzazione, avrete capito che non si tratta di un gioco e non si tratta nemmeno di una semplice voce da aggiungere al CV.

InnovAction Lab è un’esperienza di vita vera e propria, che ti spinge al limite ogni giorno, senza eccezioni. Scadenze, problemi reali, nottate al computer e prove da superare. Cosa c’è di diverso da un qualunque corso universitario, vi chiederete? Per quanto mi riguarda questa avventura non ha nulla a che vedere con il mio percorso di studi. Ogni giorno passato a lavorare ha messo a dura prova la mia testa e anche il mio fisico. Dar vita ad una startup e portare avanti il lavoro allo stesso tempo non è stato facile. Quando ho assistito alla presentazione del corso l’avevano detto: “ogni giorno vi domanderete…ma chi me l’ha fatto fare?”. Così è stato. Giorno e notte a dannarmi perché pensavo di aver fatto uno sbaglio. “Ma che ci faccio qui? Non potevo continuare a disegnare pupazzetti?”.

La verità è che nonostante i dubbi e le incertezze tornerei indietro e ripeterei tutto altre mille volte.

InnovAction Lab mi ha insegnato cose che non pensavo avrei imparato. Ho imparato a lavorare davvero in team, a scontrarmi con chi la pensava in modo diverso, ad accettare le critiche e a farne tesoro senza esclusione di colpi. Ho imparato che è sbagliato innamorarsi della propria idea e che per far crescere un progetto è necessario cadere, e in fretta. Sbagliare di continuo ti aiuta a migliorare, anche quando tutto ti sembra perfetto devi fare dieci passi indietro e riconsiderare la visione completa.

Ho anche imparato a fidarmi degli altri, ad ascoltare davvero e, cosa più importante, ho cominciato a credere in me stessa. Da quella prima giornata di team building tante cose nella mia vita sono cambiate in meglio.
Non solo ho trovato nuovi amici ma ho scoperto un mondo fuori dal mio angolo sicuro, pronto ad accogliermi come fossi di famiglia.

Makeit Land è il risultato di questo percorso, il nostro amato progetto.

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Alcuni di voi ne hanno già sentito parlare, ma oggi non volevo semplicemente raccontarvi un progetto come faccio di solito, volevo raccontarvi il percorso che mi ha dato la possibilità di realizzarlo.

Potrei andare avanti altre due ore a scrivere, invece chiudo qui il romanzo del giorno e vi lascio con un consiglio. Iscrivetevi alla prossima edizione di InnovAction Lab. Ve lo prometto, vi cambierà la vita.

La vera avventura comincia ora. Da oggi porterò avanti tutti i miei progetti e la mia Factory con uno spirito diverso, oltremodo positivo e allo stesso tempo più autocritico. Questi tre mesi per me hanno fatto la differenza. Se ci crederete, faranno la differenza anche per voi.

Ah, tutto ciò è gratis, l’ho già scritto?
Vi diranno che “non ci dovete niente, nemmeno la vostra gratitudine”. Io invece provo un’immensa gratitudine per le persone che hanno reso possibile tutto questo, perché senza di loro avrei continuato a dormire nel mio magico mondo di zucchero filato e non avrei compreso il valore di una sfida come questa.

In gergo InnLab, non avrei fatto una beneamata mazza.

Bravissimi tutti, e un ringraziamento speciale ad Elisa, prima compagna di team e ora anche amica ♡