#ioleggoperché ♡

Cari quattrocchi, un’altra settimana a dir poco sfiancante è passata. Il weekend si avvicina (potrei mettermi a piangere!), ma prima…ancora un piccolo sforzo! Dal titolo avrete intuito il tema di questo post. Lo so, sono in ritardo (come al solito!). Proprio ieri, 23 aprile, era la giornata mondiale del libro. Qualche mese fa, grazie al mio professore di illustrazione dell’Accademia, ho scoperto questa meravigliosa iniziativa: #ioleggoperché. Anche se alla fine sono arrivata in ritardo pure per ritirare i libri, ho deciso di condividere con voi qualcosa per festeggiare.

Quando ero piccola non leggevo molto, ma adoravo ascoltare mamma e papà mentre mi leggevano le favole. A casa amavamo soprattutto le storie di papà, che dopo qualche pagina chiudeva il libro e poi cominciava a raccontare a ruota libera. Le sue erano avventure divertentissime. Nomi buffi, principesse svampite, principi pasticcioni, versioni tragicomiche dell’Orlando Furioso, racconti famosi trasformati e rivisitati fino a farci piangere dal ridere. E anche se ormai io e le mie sorelle conoscevamo quelle storie a memoria, una volta infilato il pigiama volevamo sentirle di nuovo.

Credo sia nata così, quella voglia di sfogliare pagine. Poi c’è stato un periodo di profonda crisi, il liceo, quando i libri dovevo leggerli (credetemi, con la letteratura italiana ho avuto enormi problemi). Con la letteratura inglese le cose andavano diversamente. Dalla terza liceo in poi ho ritrovato l’entusiasmo per le parole, grazie ad una straordinaria professoressa di inglese.

Avete presente L’attimo fuggente? Ecco. Lei per me era il Capitano. Tutte le pagine che scorrevano tra le mie dita erano per me piccole porte su mondi straordinari. Con la letteratura inglese si è aperta davanti a me una vista impareggiabile.

Di libro ne ho anche scritto uno, per affrontare un periodo difficile ed imprigionare tra le pagine le mie paure. Un libro che racconta quella che ero, e che per fortuna non sono più. Magari un giorno vi racconterò anche questa storia. Nel frattempo scrivevo sul mio blog (ormai offline da tempo, ma ancora popolato dai miei personaggi, mi domando cosa stiano facendo ora). Condividevo le mie storie e ogni tanto ricevevo critiche severe, sia sullo stile di scrittura (ora lo definirei ‘acerbo’) che sui contenuti, a volte troppo forti. Poi il ‘periodo buio’ è passato.

Leggevo e scrivevo, e mentre lo facevo immaginavo i volti dei personaggi. Questa è sempre stata la costante. All’università le cose sono cambiate ancora. La mia attenzione si è spostata sull’editoria per l’infanzia. Cercavo forme semplici da riprodurre, per potermi ‘allenare’ nel disegno. Ho cominciato ad immergermi in letture nuove, questa volta dedicate ai piccoli. Così mi sono innamorata di Oliver Jeffers e di altri autori che sapevano raccontare grandi storie con poche parole e disegni semplici, pieni di poesia. Di libri ne ho scritti altri tre, stavolta per bambini (ve li ricordate? Si tratta della collana ‘Taddeo e la lente magica‘)

Per farla breve le storie, di qualsiasi tipo, sono sempre state parte della mia vita, delineando tratti del mio carattere e periodi della mia vita molto diversi tra loro.

Quando mi sono trasferita a Roma ho ritrovato quel tempo che non avevo più da qualche anno, per potermi accoccolare sul divano e dedicarmi ai miei libri. Per leggerli, per scriverli. Non mi sono mai identificata con l’immagine della scrittrice, non bastano un’ottima agente e una casa editrice per diventarlo. Scrittori, forse, si nasce. Io, semplicemente, amo leggere e raccontare storie.

Da quando sono qui ho letto tanto…e ho anche ricominciato a scrivere. Oggi per festeggiare questo amore ritrovato ho fatto una passeggiata fino alla mia libreria preferita del quartiere, a caccia di nuove storie. L’altracittà non è solo una libreria, ma un luogo di incontro per corsi, attività ludicocreative, iniziative letterarie, teatrali e musicali, letture ad alta voce e attività per bambini. Uno spazio accogliente che offre stimoli, sollecita la fantasia e l’immaginazione, e apre nuovi orizzonti culturali. Un’isola felice da visitare quando le parole sembrano esaurite.

Per concludere…

#ioleggoperché amo quella vista che mi si apre davanti agli occhi ad ogni nuova storia. Sconosciuta, emozionante e del tutto inaspettata.

Oggi quindi vi lascio con questi miei pensieri, e con un regalino per tenere traccia delle vostre letture. Potete scaricare il vostro segnalibro e la lista da compilare con i titoli dei vostri libri qui!

Vi va di raccontarmi il vostro perché? Sono curiosa di leggerlo e di conoscere i vostri libri preferiti ♡

Ci vediamo settimana prossima con un nuovo racconto!