On the road

Merry Handmade - il mercatino meraviglia ♡

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Dlin dlon! Comunicazione importante! Siete a corto di idee per i regali di Natale? Fissate da ore la bacheca di Pinterest alla ricerca di ispirazione per progetto DIY a tema Christmas? L'unico desiderio per il nuovo anno è che la vostra attività handmade cresca e si trasformi? Insomma...ciondolate per casa pieni di buoni propositi e motivazione ma sentite che "manca qualcosa"? Beh non temete! Il 12 e il 13 dicembre, a Roma (e in molte altre città d'Italia, perché non ci accontentiamo di colonizzare solo la capitale a colpi di uncinetto e washitape) si terrà il Merry Handmade! Ve la racconto in breve, ma poi dovrete assolutamente correre sulla pagina Facebook per seguire tutti gli aggiornamenti.

Il Merry Handmade è un unico grande evento, che si terrà in diverse città. Mercatini natalizi organizzati dalla community di A Little Market. Workshop, creatività e creazioni 100% handmade saranno le parole d'ordine.

Qui a Roma c'è un gruppo pazzesco di creative già all'opera per dare vita a questa magia. Dove? Al Famo Cose, uno spazio da urlo nato per creare connessioni, supportare piccole attività imprenditoriali e soprattutto...per fare cose (belle!).

Non solo potrete fare shopping e sostenere artigiani e creatori nella crescita delle loro attività, ma potrete partecipare ad una serie di workshop davvero imperdibili (e non lo dico solo perché sono tenuti da amiche e professioniste che stimo moltissimo, giuro!). Qui potete vedere qualcosa in anteprima, ma è davvero difficile riassumere in un post la meraviglia che le ragazze stanno creando per voi (per conoscerle meglio potete dare un'occhiata a questo album).

Ecco qui la lista dei workshop:

♡ PAPER CUT con Giochi di Carta (biglietti qui)
♡ POP STITCH con Småt smat (biglietti qui)
♡ FOTOGRAFIA, sviluppo in camera oscura con Simone Mizzotti
♡ FALEGNAMERIA, assemblaggio con Legno & coccole
♡ LAVAGNA (con Lavagnettiamo)
♡ SOCIAL BRANDING con Faccio e Disfo (biglietti qui)

E nella mattina del 13, in contemporanea al Market :

♡ PACKAGING con Bluebells Design (biglietti qui)

+ un incontro per trattare di fisco per attività handmade e artistiche, con l'autrice del libro 'Fisco amico per creativi'.

E presto arriveranno notizie sul meraviglioso workshop di Calligrafia!

Tutti i workshop e gli incontri di formazione hanno un costo di 29€ (tranne il Social branding che ha un costo di 39€)

Innamoratevi di questo progetto e ci vediamo a Roma il 12 e il 13 ♡ Probabilmente sarò quella con la videocamera, la macchina fotografica e gli occhiali giganti, così, tanto per cambiare


Quattrocchi goes to Romics ♡

Cari quattrocchi,

ogni tanto torno sui diari della Factory con qualche avventura on the road! Devo ammetterlo, le gite fuori porta alla ricerca di nuovi personaggi sono la cosa che amo di più. Sveglia presto, scarpe comode e...si parte! Sabato ho deciso di fare un salto al Romics, qui a Roma. Non ero mai stata ad una fiera del fumetto, e mi sembrava l'occasione giusta. Per fortuna il mio compagno di avventure ha avuto l'accortezza di svegliarmi alle 6.30, perché già alle 9.30, fuori dalla Fiera di Roma, la coda era infinita (guardate il video per farvi un'idea, per la prima volta ho visto intere squadre di Sailor Moon correre su per le scale mobili - al contrario - 'manco stessero regalando banconote da 100€ all'ingresso).

http://www.youtube.com/watch?v=weRSePWejek

Ad ogni modo, alla fine siamo entrati anche noi (consiglio: comprate i biglietti online, o vi ritroverete in coda per un'ora almeno, soffocati e spiaccicati tra un Pikachu gigante e uno strano demone ricoperto di glitter). Dopo aver dato un'occhiata a tutti gli stand che mi interessavano, e dopo aver fatto scorta di pupazzetti cotoletta (Sumikko Gurashi Tonkatsu è tornato a casa con me), siamo finalmente arrivati al padiglione che volevo visitare.

In mostra c'erano Bruno Bozzetto e Christian de Vita. La prima mostra di Bruno Bozzetto l'avevo visitata al WOW Spazio Fumetto di Milano (ve lo raccontavo qui). Per me il suo lavoro è vera magia, lo scoprivo in Accademia quando durante le lezioni di animazione guardavamo 'Il signor Rossi' e studiavamo le basi dell'animazione di un personaggio. Non solo ho avuto la possibilità di rivedere i suoi schizzi ed i suoi storyboard, ma ho l'ho anche incontrato di persona! Come una bambina mi sono messa a saltellare e gli ho chiesto di firmare il catalogo della mostra. Inutile dirlo, è stato gentilissimo, come lo avevo immaginato :)

Dopo aver stretto la mano ad uno dei miei 'maestri' ho continuato la visita dell'esposizione con gli occhi a forma di cuore. Appesi alle pareti i disegni di Christian de Vita, storyboard artist e regista d'animazione che ha lavorato a Fantastic Mr.Fox, Frankenweenie e altri film SUPER.

Che altro aggiungere? Mi sentivo a casa, circondata da tutta quella meraviglia. Questo è il mondo che amo, fatto di disegni, personaggi, storie fantastiche e strette di mano sincere. Studiavo queste tavole durante l'università, facevo casino cercando di riprodurle con 35 sfumature di pantoni, raccoglievo spunti visivi in modo quasi ossessivo e la notte, con gli occhi gonfi per il troppo lavoro mi sparavo maratone di film di animazione. Sono cresciuta così, ma forse non sono cresciuta affatto. E mi lascio ancora trasportare ogni volta che guardo queste immagini. Mi immergo nelle storie e torno a casa come se fossi appena stata lì.

Per me è stata una mattinata emozionante, e spero di viverne molte altre come questa. Sempre alla ricerca di qualcosa di straordinario, per poi trovarmelo davanti e con aria sognante sussurrare:

"da grande voglio diventare così brava anche io."


La Spiga d'oro e una quattrocchi ad Expo ♡

Prima di visitare Expo ho letto almeno una ventina di recensioni. Più che recensioni, in effetti, erano veri e propri piani di battaglia. Chi suggeriva di accamparsi la sera prima per evitare le code, chi segnava sulla mappa i punti strategici dove potersi fare selfie, chi ti elencava nel dettaglio gli ingredienti di ogni singolo piatto tipico, chi ti spiattellava in faccia gli scontrini e chi ti svelava la strategia migliore per attraversare il decumano senza scioglierti dal caldo.

L'unico consiglio che ho seguito è stato quello delle scarpe comode, per il resto...ho deciso di prendermela con assoluta calma. Ho ancora tempo per tornarci e trasformarmi in Rambo.

Questo post, quindi, non sarà una lista di cose utili da sapere per visitare Expo, ma un post su ciò che ho scoperto passeggiando con la mia amica Paola, come si fa quando si visita una nuova città con un'amica.

Più o meno davanti al padiglione Italia, in mezzo alla fiumana di gente, con le luci psichedeliche dell'Albero della vita e con in sottofondo 'Get busy' di Sean Paul (seriamente, non avevo parole, ma chi l'aveva messa!?), i miei quattr'occhi hanno notato una locandina: "La spiga d'oro". Che ve lo dico a fare, tra tutte le cose che c'erano da vedere, sono riuscita a scovare l'unica cosa che non avevo trovato nelle recensioni. Un film d'animazione!

Ho letteralmente trascinato Paola in coda (una coda di 5 minuti per la cronaca), e mi sembrava di essere tornata a Disneyland Paris, dove molte code sono piacevoli quanto l'attrazione, perché mentre attraversi il corridoio puoi ascoltare la storia ed immergerti lentamente nella narrazione. Un piccolo percorso pieno di disegni ed illustrazioni.

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La proiezione è divisa in due momenti: nella prima sala, che somiglia molto ad una cameretta, le immagini vengono proiettate con giochi di luce che ricoprono il muro, mentre il narratore racconta la storia di Sylvia e Alex.

Nella seconda sala, più simile ad un cinema marmocchio-size, la proiezione del corto, con piccoli effetti speciali che rendono il tutto ancora più delizioso.

http://www.youtube.com/watch?v=r6zsFHfVM7Q

Lo spazio espositivo è quello dell'UE, e il tema della narrazione è quello del pane. Una storia che racconta i valori e le sfide affrontate dall'Unione europea nell'ambito agricolo. Il messaggio, per farla breve, è:

Coltivare insieme il futuro dell'Europa, per un mondo migliore.

Sylvia lavora come scienziata per la UE, è sempre impegnata e presta poca attenzione alle meraviglie che la circondano. La nonna le lascia la sua panetteria, e Sylvia affronta questa sfida come farebbe in laboratorio: con il suo approccio analitico e scientifico. Il suo pane non profuma (e a quanto pare ha un saporaccio, viste le reazioni della clientela :S), e la panetteria presto perde la sua magia.

Poi, però, arriva Alex, agricoltore dalla folta chioma bionda (un principe azzurro country-edition) che con un paio di mosse romantiche conquista Sylvia e trasforma il suo mondo (e il pane, naturalmente!). Due mondi diversi che si incontrano per dare vita ad una storia che profuma di buono, di casa e di miele. Non saprei definirla in altro modo.

L'incontro tra innovazione (Sylvia) e tradizione (Alex) è rappresentato in modo davvero semplice e dolcissimo.

Per concludere, una terza tappa (stavolta interattiva).

Tornata a casa ho deciso di fare una piccola ricerca, e di condividere con voi questo microscopico angolo di magia che ho avuto la fortuna di scoprire durante la mia visita. Se passate ad Expo (soprattutto con nanetti al seguito), fateci un salto, ne vale davvero la pena :)

Ci vediamo la prossima settimana, buon weekend quattrocchi ♡


Tornare a casa provoca diabete ♡

Io, Milano, l'ho sempre amata. Anche quando la odiavo (da piccola soprattutto). Mai avrei pensato di scrivere un post di questo tipo, ma quando ci vuole...ci vuole. Vivo a Roma da 9 mesi, e fino ad ora ne ho apprezzato (non necessariamente in questo ordine) gli scorci, le viste, il clima, i parchi, i fritti (cos'altro può offrire una zona piena di vie come via Catania/ via Catanzaro/ via Bari? Ovviamente cose buone e untissime tipo quelle di 'Mpare e Mizzica). Più che altro di Roma...amo le possibilità. Quando ho realizzato di trovarmi in una nuova città, in cui quasi nessuno mi conosce, si è aperto davanti a me un panorama di possibilità mai immaginate. Che se una mattina mi gira, e voglio ballare per strada cantando 'Under pressure' dei Queens, così, giusto per smaltire l'ansia per una consegna, nessuno mi fermerà offrendomi un passaggio fino al San Carlo, nessuno posterà la mia foto su Fb in queste condizioni e soprattutto...nessuno ne parlerà.

Qui, ipoteticamente parlando, potrei diventare qualsiasi cosa, qualsiasi persona. Camminare per le strade di Roma mi fa sentire piccola, ma importante. Come se stessi conquistando qualcosa. Indipendenza, forse, amore, nuove storie, un lavoro che amo. Nonostante questo senso di onnipotenza che mi accompagna mentre scendo la scalinata di Piazza di Spagna con la colonna sonora di Flashdance a palla, non posso fare a meno di sentirmi sempre una turista, in mezzo ai turisti. Vivere in una città e ricostruire tutto dall'inizio certe volte sembra davvero difficile, e non c'è colonna sonora che tenga quando alle 9 di sera vorresti chiamare la tua migliore amica per una pizza sotto casa, trovare pronto a tavola perché mamma ha fatto le lasagne come piacciono a te, passeggiare sul Naviglio e incontrare subito qualcuno che conosci.

Così, visto che sono fortunata e il viaggio è breve, ogni tanto torno a Milano. Qui sognavo di diventare pattinatrice professionista (mamma scusa per le righe che ho lasciato sul balcone con i pattini a rotelle della Fisher Price), attrice, avvocato, moglie di William d'Inghilterra (l'ho anche sposato per finta con un'amica come testimone). Sognavo di diventare scrittrice, illustratrice. Sognavo di diventare grande.

Quando cammino per Milano mi sento così, grande, anche se meno importante. Qui ho costruito la mia prima rete di contatti, ho fatto della mia passione una carriera, ho coltivato amicizie, amori ed ambizioni. Magari vivrò in altre dieci città, magari Roma sarà la mia casa per tanti anni (in tal caso devo andarci piano con i fritti e correre di più nei parchi), questo non posso saperlo. Per adesso tornare a casa mi trasforma e mi rigenera, ogni volta che scendo dal treno.

Per la prima volta dopo tanti anni comprendo l'amore che prima non riuscivo a capire. Non è un amore pratico, è un amore che stringe lo stomaco, lo strizza per bene e ti fa sentire tutto, fino alla punta dei capelli. Anche se sei da solo/a, il tramonto a Milano ti fa sentire brilla/o, innamorata/o e capace di grandi gesti.

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Milano è una città straordinaria. Mi rende felice vederla adesso, rinata e tirata a lucido nonostante qualche brutto colpo, in questo periodo in cui tutti vorrebbero abbandonarla. Io, invece, vorrei poterci tornare presto, per conoscerla di nuovo, abbracciarla e rassicurarla, per dirle che resterò per un bel po'.

Questo post lo sto scrivendo proprio sul mio vecchio balcone, mentre aspetto il temporale (e probabilmente lo pubblicherò con il solito ritardo). Sono tornata per due settimane, volate alla velocità della luce. A stento sono riuscita ad incastrare tutti gli impegni, appuntamenti, visite e cene, ma ho comunque trovato il tempo per osservare affascinata la mia città. Il mio quartiere è cambiato, sono cambiati i treni della metropolitana, la Darsena si lascia guardare senza più transenne. Sono cambiata anche io. Continuo a farlo. Con me cambiano il mio lavoro e le mie ambizioni. Tengo duro e guardo avanti, perché spero di ritrovare Milano così, ad aspettarmi, anche tra 20 anni.

Magari tornerò qui prima, magari tornerò solo allora. Magari Juice for Breakfast sarà solo un bel ricordo, o forse ce l'avrò fatta e continuerò ad essere quel che sono ora, ma di più, con una consapevolezza diversa.

Per adesso mi godo questo cielo, aspetto il temporale e ringrazio Milano per queste due settimane. Avevo bisogno di tornare a casa e sentirmi grande.