Freelance life

Devo dirvi una cosa importante :)

Circa un mese fa vi presentavo sul mio canale Youtube il mini studio tour. Vi mostravo il mio angolo magico, vi portavo con me tra gli scaffali della libreria e tra le mille cose che popolavano le mie giornate.

Alcuni di voi si sono accorti del mio silenzio delle ultime settimane. C'ero, sì, ma non molto. Qualche post istituzionale, ma nulla di nuovo. Nessuna storia, nessuna confidenza, nessuna avventura.

Ho imparato che con il mio lavoro é difficile stare in silenzio completo per troppo tempo, che quando lavori da sola la macchina deve andare avanti, non puoi sparire. Quindi ho fatto ciò che dovevo, nulla di più.

L'ultimo mese é stato difficile e scrivere questo post lo è ancora di più, ma sento che è la cosa giusta da fare per me, per voi.

Tre settimane fa ho lasciato Roma. Non me ne sarei mai andata senza salutare. Come ho scritto un post quando mi ci sono trasferita, mi pare giusto chiudere questo ciclo della mia vita allo stesso modo.

In 48 ore circa ho inscatolato la mia vita un'altra volta, stavolta non per partire, ma per tornare.

Ho salutato Roma come si saluta un amico difficile, sempre sulle sue, qualcuno che desideri schiaffeggiare perché sparisce sempre, non si fa sentire mai, ma poi quando te lo trovi davanti lo abbracci e ti lasci abbracciare.

Roma é stata casa mia per due anni e qualche mese. Mi ha travolta con il suo caos e mi ha rapita per un po'. Per molto tempo non sono riuscita a chiamarla 'casa' ma alla fine lo è diventata. In due anni ho trasformato il mio lavoro in qualcosa di grande, di indispensabile, di reale. Ho coltivato anche altro, ho coltivato amore, piccole amicizie e soprattutto ho coltivato me stessa. Sono cresciuta, mi sono trasformata nella migliore versione possibile di Giulia e di Juice, quella che speravo di diventare tanti anni fa.

Roma è stata anche mia. Lo è diventata dopo tante battaglie, conquistando un passo alla volta tutto ciò che volevo prendere di lei.

Così, quando ho deciso di tornare a Milano, nonostante la tristezza che si è insidiata nel mio cuore per questo abbandono improvviso, ho deciso di farlo a modo mio.

Ho chiamato un'amica, che con me aveva inaugurato il mio primo piccolo studio. Con lei avevo appeso i quadri al muro, avevo stappato una bottiglia di rosé per festeggiare. Ed è lei che mi ha dato una mano a dire addio alla mia seconda città.

Abbiamo etichettato borse e scatoloni, passeggiato per le vie del mio quartiere. Abbiamo preso un frappè nella piazzetta alberata e passeggiato con Toby vicino a Villa Torlonia. Abbiamo salutato la mia libreria di vecchi libri usati e poi, all'alba di un sabato mattina silenzioso, abbiamo preso un taxi per la stazione, Toby addormentato tra le mie braccia. Fuori dal finestrino scorrevano le mie storie, le mie conquiste.

Avrei voluto salutare tutto. Avere più tempo. Passeggiare ancora verso la Casa delle Civette e fermarmi a leggere sulla mia panchina davanti alla fontana, mangiare un'ultima pizza di Fiori di Zucca e lo stufato di Lin. Tornare al Palazzo delle Esposizioni e dopo la mostra camminare nelle viette di Monti. Fare un giro in macchina con lui lungo il Tevere e parlare delle cose buffe che ci fanno ridere. Passare nella mia libreria preferita e prendere una centrifuga vicino a piazza di Spagna con le mie amiche, e cenare da Soul Kitchen con Toby sdraiato sotto al tavolo. Camminare da sola dal Colosseo fino al Pincio, per poi aspettare l'autobus fantasma che mi riportava a casa dopo le brevi fughe pomeridiane. Camminare fino a casa perché l'autobus non arrivava mai. Passare ad Ostiense e riempirmi gli occhi di cose belle e profumi e sapori e viste sempre nuove e diverse. Mangiare il mio pasticcino alla panna e codette di zucchero al bar all'angolo, di fronte al palazzo di Blu.

Dichiariamo aperta la stagione dei pisolini al parco ?

Una foto pubblicata da Giulia Amoruso B. (@juiceforbreakfast) in data:

Oggi riunione qui ? #portofluviale #blu #quattrocchiaroma

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Il giardino di Matisse ? #ilgiardinodimatisse #matisse #fatatrac #moma #palazzodelleesposizioni #illustration #collage #quattrocchiaroma

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Di momenti così ❤ #quattrocchiaroma

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Sí, avrei voluto fare tante cose prima di partire, ma in quei giorni pioveva a dirotto. Fuori, e pioveva anche dentro di me.

Salutare un luogo che é diventato casa dopo tanta fatica non è facile. So che un giorno tornerò, per altre ragioni forse, per pochi istanti. Ma ora casa é di nuovo la mia Milano. Così frettolosa e malinconica, grigia ma così meravigliosamente luminosa e piena di storie quando torna il sole.

Non potevo andarmene così, senza salutare, senza ricordare.

Comincia una nuova avventura per me. Piano piano ricostruisco il mio personale angolo nel mondo, in attesa di capire dove mi porterà il cuore per la prossima porzione di vita. Ricostruisco il mio studietto, il mio angolo magico. Respiro piano e conservo dentro di me ogni ricordo, ogni conquista. Sono fortunata per tutto ciò che ho conosciuto, per tutto ciò che ho amato e vissuto. 

Continuo a dire a tutti che vorrei addormentarmi e svegliarmi tra sei mesi, un anno. Andare avanti veloce e scoprire dove sarò. Sono sempre stata maledettamente curiosa. 

Ci vorrà tempo. Ci vorrà consapevolezza, ci vorrà coraggio. A volte mi lascerò in pace, mi concederò lunghi silenzi.
Lascerò che la malinconia dei luoghi passati mi abbracci e mi riempia fino all'orlo.

Altre volte manderò tutto a quel paese, mi alzerò e uscirò a conquistare tutto ciò che desidero. Tornerò a casa esausta, mi addormenterò felice dopo aver scalato l'ennesima vetta.

I posti in cui viviamo ci modellano, ci cambiano dentro. Ci mettono a dura prova, ci sfidano e ci fanno innamorare. Ci distruggono, ci comprendono. Dovunque siamo, é lì che può essere casa. Dovunque siamo, possiamo essere ciò che vogliamo. Solo allora, quando accettiamo di sentirci spaventati dalla novità, ma ne accogliamo la meraviglia, possiamo davvero trovare la forza e la determinazione per trasformare una sfida in una grande avventura.

Ciao Roma, grazie per avermi ricordato che posso essere me stessa ovunque, anche quando ho paura. Per avermi insegnato ad amare con tutta la forza di cui sono capace, per avermi regalato pochi amici ma grandi e sinceri. Sei stata mia fino all'ultimo passo, fino all'ultimo respiro prima di salire su quel treno. Grazie per avermi ricordato che tutto è possibile, persino amarti.

Il mio cielo ? #goodmorning #quattrocchiaroma

Una foto pubblicata da Giulia Amoruso B. (@juiceforbreakfast) in data:


My little studio - restyling autunnale

Buongiorno quattrocchi! Qualche settimana fa vi ho mostrato sul mio canale Youtube la nuova disposizione del mio studio. Dopo l'estate sentivo la necessità di trasformare il mio spazio di lavoro per ritrovare la giusta carica e l'equilibrio per rimettermi all'opera. Ero molto soddisfatta della nuova disposizione ma desideravo tanto dare un tocco di calore in più per l'autunno, perché anche se adoro il bianco, i colori chiari e lo stile nordico, durante l'inverno desidero lavorare e rilassarmi in uno spazio accogliente. Così ho approfittato di una delle campagne di Dalani per rifornirmi e creare nuovi angolini! Vi ho mostrato rapidamente alcuni dei prodotti durante un unboxing su Instagram Stories, ma finalmente posso mostrarvi il risultato completo! Ecco qui le novità:

L'angolo del té, per accogliere clienti e amici con una tazza di cioccolata o tisana fumante

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L'angolo relax e la nuova location per i miei video

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La bacheca dei 'lavori in corso', per tenere traccia di tutto ciò che sto combinando alla Characters Factory

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Ed infine un altro paio di tocchi pastello per completare il restyling: un set di 4 vasetti e uno sgabello per l'angolo relax ♡

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Che ne dite, vi piace? Io sono molto soddisfatta del risultato!

Questo post è in collaborazione con Dalani - Home & living ♡ Sul loro sito ho acquistato: 1. Scatola in legno per té 2. Thermos Emsa 3. Ghirlanda luminosa multicolor 4. Bacheca portadocumenti in legno 5. Set di 4 vasetti pastello 6. Sgabello


Quattrocchi's bootcamp 2016

In questo post vi ho raccontato qualche pezzettino in più di me, e vi ho spiegato perché il Quattrocchi's bootcamp di quest'anno è stato così importante. L'anno scorso il bootcamp coincideva con le mie vacanze e devo dire la verità, non è stata poi una grande idea.

Tutto bellissimo eh, però lavorando alla mia attività durante gli unici giorni di relax dell'anno mi sono bruciata l'unica possibilità di, come si dice? Spaparanzarmi.

Ecco, per il 2016 sognavo qualcosa di diverso. Da dicembre fino ad ora non ho staccato il naso dal computer nemmeno per un giorno, forse solo durante il trasloco nella nuova casa. Ho lavorato senza sosta e senza pace perché nella mia testa ormai abita una versione di me potenziata (che come modi somiglia molto alla Signorina Trinciabue). Ha urlato come un'ossessa per circa 8 mesi, straparlando su come un business di successo non si costruisca da solo, su come si debba sempre tenere a mente l'obiettivo e pure la notte, quando cercavo di riprendermi e dormire, quella mi sbraitava nelle orecchie perché "chi dorme non piglia $$$".

Il lavoro è andato bene e sono veramente soddisfatta dei risultati, ma ora che manca poco alle vacanze mi sento di dire una cosa...MOBBASTA.

Va bene che i risultati si ottengono con il duro lavoro, ma anche una pausa (VERA, intendo) ci vuole. E per potermi prendere questa sudata pausa ho dovuto concentrare in una sola settimana il lavoro e il bootcamp. Ho preso da parte la signorina Trinciabue e le ho fatto un discorsetto.

"Senti, facciamo un patto io e te. Mi spacco di lavoro fino all'ultimo giorno prima delle vacanze, poi però pure tu ti prendi un bell'aereo direzione dovetipare e ci rivediamo a settembre. Mi lasci dormire, mangiare e nuotare e anche quando sarai tentata di dirmi 'dai, controlla solo 1 secondino ino ino gli analytics' ricordati che siamo in vacanza. E che non sei reale quindi ho ragione io". 

La settimana è stata speciale per tanti motivi, e non sono riuscita a documentare tutto nei vlog giornalieri perché si sa, quando fai cose belle chettefrega di riprenderle? Oltre a ciò che vi racconterò in questa piccola serie di video c'è stato molto, molto altro, ma credo siate qui per la ciccia quindi...cominciamo!

Ogni settimana per le prossime 5 settimane aggiornerò i link qui sotto, così potrete trovare tutte le puntate in un solo posto.

La prima è dedicata all'esercizio "Entrepreneurial Ecosystem", del libro "Building Your Business the Right Brain Way". Ci metto un po' a spiegarvelo ma se state cercando un metodo utile e creativo per inquadrare il vostro piccolo business ne vale la pena!

DAY 1: Entrepreneurial Ecosystem & definizione dei servizi principali

DAY 2: Sales Page & cartelle salvavita

DAY 3: Nuovi e vecchi clienti & pagina shop

DAY 4: Pianificazione settimanale, mensile, annuale & newsletter

DAY 5: Unplug


Innamorarsi di nuovo.

C'è una canzone, che di certo conoscerete.

It's oh so quiet
Shh shh
It's oh so still
Shh shh
You're all alone
Shh shh
And so peaceful until
You fall in love

Io la canticchiavo senza darle troppa importanza durante l'ultima sessione di esami all'Accademia e pensavo solo a quanto potesse aver caldo Bjork a ballare e correre con tutti quei capelli. Con il tempo ne ho apprezzato il significato, e ho cominciato a pensare che forse è proprio così che funziona la vita. Tutto è tranquillo, te ne stai in silenzio trascinandoti nella tua routine, e ad un certo punto...WOW! Ti innamori: di qualcuno, di un'idea, di un desiderio, di una meta, di qualcosa di nuovo. Mi sono innamorata tante volte nella mia vita, di tante, troppe cose. Così ho sempre dato per scontato che il colpo di fulmine sarebbe tornato, ciclicamente, a stravolgere la mia tranquilla esistenza. Aspettavo senza pretese, "tanto poi ritorna." Vivo a Roma da quasi due anni, e in questo breve periodo il mio lavoro è cresciuto. Ho investito tutto il mio tempo (tutto, letteralmente) nella mia attività, dedicandomi qualche raro momento di silenzio. Anche quando sono andata in vacanza, l'anno scorso, ho deciso di 'sfruttare' quel tempo per rinfrescare il mio brand, così tra una nuotata e l'altra mi ritrovavo comunque con il naso rivolto verso lo schermo, invece che verso il cielo. A giugno tutta la stanchezza si è fatta sentire, e dopo un paio di pomeriggi stesa sul divano dello studio a pensare 'non ce la faccio, devo riprendermi', ho deciso di partire per Milano, di tornare a casa per un po'. Avevo bisogno di una casa che non fosse studio, di vero silenzio e di abbracci, molti abbracci.

Sdraiata su quel divano mi sono resa conto che per due anni il colpo di fulmine non si era fatto vivo. Avevo messo in pausa le emozioni e la passione, la creatività di cui avevo bisogno, probabilmente avevano fatto qualche deviazione per interessarsi a qualcuno che le desiderasse davvero.

Cosa volevo? Cosa voglio? Chi sono adesso? Dov'è quel momento, quella scintilla? Tornerà mai?

Il mio lavoro è diventato la mia vita. Non me ne faccio una colpa, e continuo ad essere fiera del percorso che ho fatto, non fraintendetemi. Però c'è dell'altro. C'è altro al di fuori del mio studio, della città che ho deciso di definire come 'temporanea'. I giorni sono passati e ho sempre pensato che si trattasse di una permanenza finalizzata alla mia crescita lavorativa. Vivo a Roma per amore, certo, ma dal momento che 'non è la città in cui voglio vivere per sempre' non le ho mai dato davvero una possibilità e ho pensato di 'sfruttare' al meglio quel tempo e quella solitudine.

Così sono partita. Spaventata e amareggiata, con una voragine nello stomaco mai provata prima. Perché mentre costruivo un lavoro, perdevo per strada me stessa.

Per quasi due settimane ho ridotto drasticamente le ore lavorative, alternando le consegne in corso al Quattrocchi's bootcamp, un passaggio necessario per tirare a lucido la Characters Factory prima dell'inizio del nuovo anno.

Ho ricominciato ad ascoltare i miei pensieri, ad ascoltare il mio corpo e a dargli ciò di cui aveva bisogno: ho dormito e camminato tanto. Ho mangiato, passato ore in libreria. Mi sono regalata dei vestiti freschi e colorati. Ho passeggiato con Toby nel bel mezzo del temporale. Ho anche intrapreso un percorso magico e particolare con una persona che mi aiuterà a ritrovarmi. Ho pianto, tanto. L'ho fatto ascoltando la mia canzone preferita, 'Thunder Road', nel silenzio della notte, abbracciata al cuscino. Ho pianto guardandomi allo specchio e mi sono data una carezza sul viso. Ho pianto abbracciando una persona che non vedevo da tanti anni, e guardando una foto di quando ero piccola. Dietro quella foto ho scritto "ricordati che questa bambina esiste ancora, prenditi cura di lei."

selfcare

Il Quattrocchi's bootcamp era programmato da mesi, doveva essere un periodo di focus sul mio lavoro. Lo è stato, ma è stato molto più di questo. Dopo due anni di silenzio, dopo due anni di costanza e dedizione, ho deciso di cambiare qualcosa. Di prendermi cura di me, prima di prendermi cura del mio business.

Scrivo e fuori si scatena il temporale, e capisco che quel colpo di fulmine è qui, che mi sono finalmente innamorata di nuovo. Mi sono innamorata di un'idea: prendermi tra le braccia, e coccolare quella bambina dagli occhiali grandi, e ogni volta che qualcosa andrà storto, ogni volta che avrà paura le ripeterò: sono qui per te. Andrà tutto bene.

Torno a Roma malinconica ma sorridente, perché nella pianificazione annuale dei prossimi 2000 anni ho anche inserito 'prenditi cura di te'.

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