Mese: Giugno 2020

Il mio giardino segreto

Sedia Driade

«Se n'è andato» disse delusa. Una cosa bianca, legata a un cespuglio di rose, attirò la sua attenzione. Era un pezzetto di carta [...] Sopra c'erano dei caratteri tracciati rozzamente e una specie di disegno. Vide che raffigurava un nido con dentro un uccellino. Sotto, in stampatello, c'era scritto:

«Tornerò.»

Il giardino segreto - F.H. Burnett

La quarantena è finita. Il mondo magari non è cambiato ma noi lo siamo di certo. Non tutti, siamo d'accordo, e magari qualcuno in maniera impercettibile. Però qualcosa è accaduto. Il mio cambiamento ve lo racconto con le sedie Driade, ora capirete perché.

[drì-a-de] s.f.

Nella mitologia classica, ciascuna delle ninfe abitatrici degli alberi

Eccomi. Un'abitatrice degli alberi, per una breve parentesi della mia vita. Ho vissuto buona parte della quarantena sul mio terrazzino. Accovacciata sul mio piccolo trespolo affacciato sul mondo osservavo il tempo cambiare. A marzo gli alberi erano secchi e spogli. Ho osservato i rami popolarsi di gemme preziose e timide foglioline, gli uccellini canticchiare all'alba, i fiori sbocciare e l'erba del giardino crescere selvaggia tra le crepe del cemento. Al tramonto la musica dei palazzi vicini arrivava fino a qui, trasportata dal vento che ogni giorno diventava più caldo. 

Sono stati mesi lunghi e silenziosi ma in quel silenzio ho sentito tutto. Anche molte cose che non avrei voluto sentire. Cose che però, in un modo o nell'altro, hanno messo in moto il processo.

Il cambiamento è un evento soggettivo, però una cosa che ha accomunato tutto il mondo, quasi contemporaneamente, è stata l'attesa.

Abbiamo imparato ad essere pazienti. Ad accettare che non sempre possiamo avere il controllo. Abbiamo imparato a gestire gli imprevisti, a riorganizzare le nostre routine, a reinventare i nostri lavori.

All'inizio credevo di perdere qualcosa durante l'attesa. Progetti, clienti, tempo, esperienze. Ci sono state notti in cui ho sentito un vuoto profondo, un'assenza eccezionale. Mi rigiravo tra le coperte e pensavo "non so, se tornerò mai come prima. Non so, se tornerò da me."

Però nella solitudine ho imparato a conoscermi, a fare amicizia con i miei pensieri, a rimodellare ciò che non potevo sostituire.

In questi mesi ho imparato a trasformare la mia casa. Il terrazzino, all'occorrenza, diventava il mio giardino segreto. Il salotto una sala da ballo. La cucina il mio ristorante preferito. La camera da letto la suite di un Grand Hotel. Il bagno una SPA.

Trasformavo la casa, le cose. Senza rendermene conto al momento, facevo lo stesso con me.

La quarantena è finita. Piove ininterrottamente da giorni ma io non sono triste. La pioggia aiuterà i giardini a fiorire. Quando tornerà il sole, ci ritroveremo seduti con i nostri amici intorno al tavolo, brinderemo e saluteremo l'estate.

Non spaventatevi se, guardandovi dentro, non troverete tutti i vostri pezzi perfettamente in ordine. La trasformazione richiede tempo e pazienza. Tornerete da voi. Diversi, magari. Però, tornerete.


Altre sedie che potreste inserire nella wishlist per il vostro giardino segreto: Poltrona Nemo Driade, sedia Pip-e Driade, sedia Bo Driade, sedia Sissi Driade.

Questo post è stato realizzato in collaborazione con Arredare Moderno.


Andrà tutto bene - La Roche Posay

"Andrà tutto bene". 

Una frase tanto criticata quanto condivisa, durante questo periodo così surreale. Lo ammetto, anche io l'ho usata con le pinze, letta tante volte con scetticismo. Ci ho creduto in alcuni momenti e in altri molto meno. A volte la rielaboravo per trasformarla in una promessa più realistica: "andrà tutto bene, ad un certo punto".

La verità, però, è che ci ho sempre creduto: prima, durante e dopo il lockdown. Le cose possono sempre migliorare. Anche quando ti ritrovi nel buio più buio, c'è sempre qualcosa pronto ad illuminare la strada. Almeno per me, è sempre stato così. Mi sono sempre aggrappata con forza alle cose belle, seppur microscopiche, che costellavano il mio cielo e lo facevano brillare anche quando era nero. Non riesco a pensare "non si può fare", nemmeno quando il mondo mi dice il contrario.

In un momento di profonda incertezza, anche lavorativa, questo progetto è arrivato come una piccola lanterna, per guidarmi fuori dal buio e riportarmi ad una parvenza di normalità che pensavo non sarebbe più arrivata.

Così, dopo un paio di settimane di paura e sconforto, progetti saltati, email sempre uguali che dicevano "ne riparliamo quando tutto sarà finito", mi sono finalmente ritrovata a disegnare e a lavorare insieme a persone che, come me, volevano credere che fosse possibile. Ricominciare. Non subito, magari. Ma ad un certo punto sì.

Ricominciare con un sorriso, una promessa. Un arcobaleno dopo una lunga tempesta. 

Nella sua semplicità questo messaggio mi è entrato dentro e mi ha tenuto compagnia nei giorni in cui mi sentivo più sola. Lontana dalla famiglia, dagli amici, dal mio team.

La tempesta, lo sappiamo, non è passata del tutto. Ci ritroviamo ad uscire timidamente sotto ad una pioggerellina leggera. Tutto ora sembra surreale, i colori vividi, la vita diversa. Non è finita ma se guardate bene, vedrete l'arcobaleno. Ecco. Dopo quell'arcobaleno, tornerà il sereno e sì. Ad un certo punto, forse anche a partire da ora, se ci credete...andrà tutto bene. 

Questo progetto è stato realizzato per La Roche Posay: brand dermocosmetico che come me aveva voglia di ripartire e di infondere fiducia e positività: ai consumatori affezionati e ai farmacisti che in questo periodo difficile non si sono mai fermati e sono sempre stati in prima linea.

La Roche-Posay augura a tutte le consumatrici di ripartire al massimo, con il sorriso e…con la perfetta skincare routine prima dell’estate!

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