Un divano tutto mio. Il mio sogno più grande.

Non scrivo sul blog da secoli e torno per parlare di un divano. Non temete, ora vi spiego. Le ragioni per la mia assenza sono tante, ma sono sempre stata sincera con voi, quindi lo sarò anche stavolta. Il mio umore non era proprio alle stelle. Quando sono tornata a Milano ho deciso di aggiornare la mia roadmap, uno strumento utilissimo per mettere a fuoco gli obiettivi dell'anno che verrà, lavorativo e non.

Dal momento che tutti i miei piani per il futuro sono stati stravolti da un giorno all'altro, ho cercato di prefissarmi obiettivi e traguardi realistici. Va bene sognare, se poi però non riesci a realizzare nemmeno la metà dei tuoi sogni...rischi di non credere più in te stessa.

Tra tutti ne avevo scelto uno, in particolare, che mi sembrava razionale e raggiungibile (anche se non facile): trovare una casa tutta mia.

Dopo due anni di totale indipendenza, tornare a casa non è stato divertente. Non ho una famiglia semplice, siamo numerose e siamo tutte donne (il prossimo che mi dice:"ma che bello!" lo ricopro di colla e glitter, va via dopo due mesi). Ripiombare nella routine familiare e doversi nuovamente incastrare nella vita di altre persone è davvero difficile.

Così, in cima alla mia lista c'era lei: una casetta, anche microscopica, in cui poter ritrovare la mia pace, la mia routine, l'equilibrio di cui ho bisogno per portare avanti il mio lavoro.

Una casa-studio, perché l'obiettivo vero (casa + studio) è ambizioso e meraviglioso, ma ancora lontano.

Così ad ottobre ho cominciato a mettere da parte i miei piccoli risparmi, come una formichina che si prepara per l'inverno. Una briciolina alla volta accumulavo caparra, anticipo per l'affitto, qualche mobile carino e un po' di sicurezza. Accumulavo anche spunti visivi, per rendere tutto più reale. Board su Pinterest, wishlist su siti di arredamento, pieghe su cataloghi e riviste.

Avevo persino scelto il mio divano, eccolo qui:

Il mio divano era bellissimo, l'obiettivo non era poi così lontano. Ce l'avrei fatta entro settembre, quasi sicuramente.

MA. C'è sempre un ma. La vita è un imprevisto continuo. Lo è stata anche questa volta, quando i miei piccoli risparmi sono svaniti nel nulla in breve tempo, per sistemare alcune faccende spiacevoli, per pagare le tasse, per il dentista, per Toby che non stava tanto bene.

Insomma, ad oggi...nessuna casetta. Solo un mucchio di board ispirazionali, wishlist e pieghe tra le pagine.

Quindi, come potete immaginare, la mia roadmap è cambiata di nuovo, l'umore anche. Oggi, però, è successa una cosa bella: ho deciso di non mollare, nemmeno stavolta. Tornare sul blog è un piccolo atto di coraggio: rompo il silenzio per dirvi che gli imprevisti possono capitare, ma non possono MAI e dico MAI, fermarci.

Così ho preso in mano la situazione. Ho stampato la mia roadmap, ho sistemato i conti, ho stabilito un nuovo obiettivo e soprattutto ho deciso di non vergognarmi, per nessuna ragione, per non averlo raggiunto nei tempi che mi ero prefissata.

Ho anche deciso un'altra cosa: non voglio smettere di sognare, di desiderare un luogo tutto mio. Quindi ho riaperto le mie vision board e ho ricominciato a creare wishlist, perché quando potrò finalmente trasferirmi voglio essere pronta.

Ho scoperto che il divano che desideravo (insieme ad altri 200 divani che ovviamente ora desidero). L'ho trovato sfogliando le pagine su LionsHome e, notiziona: esiste ed è reale! Incredibile, vero? Non è solo una bella immagine su Pinterest, così come la mia casetta non è solo un'immagine nella mia mente, ma un giorno (molto presto) esisterà per davvero.

Ci vorrà più tempo del previsto ma il momento giusto arriverà, e ci ritroveremo accoccolati sul mio bellissimo divano, a bere tisana alla lavanda con una teiera ricoperta di topolini (ok, questa è per le bambole, ma stiamo ancora sognando, giusto?)

Non smettete mai di sognare. Non smettete mai di costruire e soprattutto non smettete mai di condividere. Tornare qui e dichiarare a gran voce questo 'fallimento', che fallimento non è, mi spaventava. Eppure ora mi sento molto meglio. Questa è la vita reale: una vita di "Ok, nessun problema. Adesso ricomincio."


Un regalo per la mamma, unicorni e polvere di stelle!

Nella simbolica medioevale l'unicorno era descritto come animale piccolo (a rappresentare l'umiltà) ma invincibile.

Ho sempre adorato questa interpretazione e quando mi sono ritrovata alla ricerca di un regalo per la mia mamma su Troppotogo, ho subito pensato ad un piccolo unicorno. Dovrà affrontare una breve convalescenza tra qualche settimana, e ci tenevo a prepararle una sorpresina. Neanche a dirlo, ho perso la testa quando ho scoperto che tra i prodotti regalo spopolavano gli unicorni! Ho pensato di condividere con voi questa magia e di mostrarvi i miei quattro preferiti. Non solo il design di questi prodotti è adorabile, ma sono anche cose che in effetti potrebbero tornare utili a mia madre (ok, lo so, a parte le pantofole sono tutte scuse per fare scorta di personaggi carini).

Adoro fare regali alle persone a cui voglio bene, soprattutto in momenti un po' complicati. Anche un gesto piccolo può far tornare il sorriso. Date un'occhiata, innamoratevi e impacchettate il tutto con dosi abbondanti di glitter, perché la polvere di stelle qui non può proprio mancare ♡

PANTOFOLE UNICORNO LUMINOSE

Morbidissime e soprattutto luminose, per illuminare il cammino durante le passeggiate notturne verso il frigorifero.

Le trovate qui >

SALE E PEPE UNICORNO

Non credo ci sia bisogno di una descrizione per questi dolcissimi contenitori per sale e pepe! (Mamma, lo so che non ti servono ma non si sa mai, no?)

Li trovate qui >

CUSCINO UNICORNO LUMINOSO

Dubito possa servire a mia madre, quindi questo lo tengo per me. Sono certa che anche Toby apprezzerà.

Lo trovate qui >

TAZZA UNICORNO ELOIDE

Torniamo per un secondo all'utilità, può mia mamma non bere il caffè in una tazza del genere? Non scherziamo. Il caffè del mattino è un momento importante, e la giornata deve cominciare con un sorriso gigante. Questa deliziosa tazza farà il suo lavoro magnificamente, ne sono certa!

La trovate qui >

Per oggi è tutto quattrocchi, spero che questa ricerca di characters carini su Troppotogo vi piaccia, ci aggiorniamo presto con un nuovo post!

♡ Questo post è in collaborazione con Troppotogo.it - Cose che non puoi non avere


L'arte di Walt Disney - la mostra all'Art Ludique di Parigi

Mercoledì 1 marzo ho fatto una follia. L'avevo programmata a gennaio, senza rendermi conto dell'impresa titanica a cui andavo incontro. In questi giorni si è conclusa a Parigi la mostra "Walt Disney, Le Mouvement par Nature", all'Art Ludique. Adoro questo museo e l'avevo già visitato per la mostra di Studio Ghibli. In Italia, per ora, non c'è nulla di simile, e quasi nessuna delle mostre ospitate è arrivata qui (fatta eccezione per la mostra Pixar, al PAC, qualche anno fa).  Quando, mesi fa, ho ricevuto la notifica su Facebook per questa mostra ho deciso di partire. Ho organizzato la trasferta con largo anticipo e mercoledì mi sono svegliata alle 5.30 per partire all'avventura (che bello volare low cost!). Sarò breve: la mostra era una BOMBA. Spero davvero riescano a portarla anche qui, perché dovete assolutamente vederla se come me avete sviluppato un'ossessione maniacale per Walt Disney e per tutto ciò che riguarda l'ambito del character design e dell'animazione.

La mostra ripercorreva la storia e lo sviluppo del lavoro di Walt Disney, dagli inizi fino ad oggi. Non c'era tutto, ma i lavori in mostra riassumevano l'evolversi della società, dello stile, degli argomenti e dei periodi storici attraversati. Qui vi mostro qualcosina in anteprima, ma per 'portarvi con me' ho deciso di acquistare il catalogo della mostra e sfogliarlo con voi sul mio canale Youtube. Spero possa farvi piacere! Ne approfitto anche per consigliarvi un film/documentario sugli inizi di Walt Disney. Non mi ha fatto impazzire a livello cinematografico ma credo sia un modo carino per scoprire qualcosa in più su come è nata la Walt Disney Company.

Bill Peet
Story sketch
Crayon graphite et crayon de couleur
Dumbo, 1941
Milt Kahl
Alice in Wonderland, 1951
David Goetz Concept art Tangled, 2010
Concept art
Wreck it Ralph, 2012
Cory Loftis
Concept art
Frozen, 2013

Avventura, meraviglia. Ciao 2016.

 Ogni anno, intorno a Natale, preparo un collage che raccoglie i momenti più significativi dell'anno passato. Scrivo un post per tirare le somme, per ringraziare, per 'catalogare' i miei ricordi. Poi, una volta salutato il 2016, passo al 2017. Ogni anno stampo Unravel e mi dedico qualche giorno per scrivere, per sognare, pianificare e ringraziare.

Anche stavolta eccomi qui, tè bollente vicino alla tastiera (rischio di versarlo: ELEVATISSIMO), una pioggia incessante fuori dalla finestra e gli ultimi pacchetti da incartare.

Il 2016 è stato un anno tostissimo. Rileggo il workbook che avevo compilato esattamente un anno fa in campagna, durante le mie vacanze. C'è una pagina in particolare che mi fa sempre effetto rileggere, quella in cui, senza limiti, descrivi dove ti immagini a distanza di un anno esatto. Devi essere molto preciso ed entrare nei minimi dettagli. Come sarai fisicamente, dove vivrai, cosa mangerai, che calzini indosserai, con chi, come, perché.

Inutile dirlo, sono dalla parte opposta rispetto a ciò che avevo immaginato. Eppure la sensazione che sento sulla pelle, nella testa e nel cuore, mi dice che mi trovo comunque nel posto giusto. Come possono due piani e due strade così diverse coincidere allo stesso modo con la felicità? E soprattutto...ho fallito per non aver raggiunto gli obiettivi che avevo scritto nero su bianco su quel foglio? Ai tempi, più che un esercizio di immaginazione, avevo interpretato quelle righe come una promessa.

La promessa che ci sarei arrivata davvero, a quel punto. Eppure ora il mio mondo è sottosopra e va bene comunque. Non ho fallito, ho semplicemente accettato il cambiamento.

Questo esercizio mi ha insegnato a non prendere troppo sul serio le mie parole, ma i sogni...quelli sì. Perché anche se non si è realizzato ciò che avevo pianificato a livello pratico, i sogni sono sempre gli stessi e continuo in ogni caso a lavorare e a muovermi in quella direzione. Forse è semplicemente tutto slittato di un anno o, ancor più semplicemente, non era quella la strada che dovevo percorrere.

Il 2016 è stato tante cose, ma più di ogni altra cosa è stato AVVENTURA. Ogni singola fotografia raccolta qui sotto mi ricorda un'esperienza vissuta che per me ha rappresentato un passettino in più fuori dalla famigerata comfort zone. Non ve lo nascondo, prima di vivere molti di questi momenti me la sono fatta sotto. Ma guardando queste immagini il ricordo della paura è in secondo piano. Ciò che ricordo con estrema nitidezza è la sensazione di conquista. Il coraggio, l'amore, l'euforia, la profonda gioia di esserci riuscita.

Ho tenuto fede alla mia promessa e ogni giorno ho fatto qualcosa che mi spaventava. Come nel libro di Chiara Gamberale. Dieci minuti di puro e semplice coraggio al giorno. Per parlare con il fruttivendolo, per camminare su una strada mai battuta prima, per assaporare un nuovo piatto o dire 'arrivederci' a qualcuno, a qualcosa. Dieci minuti per indossare qualcosa di buffo, per cantare a squarciagola alla fermata dell'autobus, per prendere un aereo verso una destinazione inesplorata, per abbracciare qualcuno che ti mancava. Dieci minuti al giorno per essere chi vuoi tu, senza dover dare spiegazioni a nessuno.

È stato un anno di crescita, di dubbi, di nottate insonni e cose nuove. Saluto il 2016 con un sorriso agrodolce. Ha il sapore di qualcosa che conosco bene, e il retrogusto di qualcosa che non conosco affatto. Non so cosa scriverò sul workbook del 2017 e non so nemmeno se l'anno prossimo, a quest'ora, sarò dove immagino di essere.

Va bene così.

Nel 2016 ho imparato ad esercitare la gratitudine, ad essere più comprensiva con me stessa. Ho imparato gli accordi principali dell'ukulele, ho imparato a godermi il silenzio e la mia compagnia. Ho imparato ad amare il cielo, tutti i cieli. Mi sono presa cura di me stessa. Ho imparato a capire cosa mi fa davvero ridere, cosa mi rende davvero felice. Sono tutte cose che non avevo pianificato, e sono state comunque ed inaspettatamente meravigliose.

Per questa ragione ho deciso che la mia parola per il 2017, e forse per tutti gli anni che verranno...sarà comunque avventura. Ne aggiungo un'altra però: meraviglia. Non vedo l'ora di scoprire cosa mi aspetta, ma ho anche imparato a godermi il viaggio, perché sulla strada, ne sono certa, incontrerò deviazioni meravigliose che mi guideranno dove è giusto che vada.

Buon Natale e buon anno a tutti voi, amate con tutto il cuore i cambi di programma e le meraviglie, anche microscopiche, che incontrate. Quasi certamente siete dove siete perché è quella la vostra via verso la felicità