What's in my bag? ♡

Buongiorno juice drinkers! Oggi torno su The Factory Diaries per raccontarvi una mini-porzione di affari miei! Yeeeh! Ho scoperto il tag #whatsinmybag tempo fa e l'ho subito adorato. Noi ragazze amiamo curiosare dappertutto e per qualche strana ragione cosmica (sono sicura che ci siano spiegazioni ragionevoli e non necessariamente riconducibili ad un disturbo di cleptomania latente) adoriamo scoprire cosa c'è nelle borse delle nostre amiche. Uomini, ecco la risposta alla vostra frequente domanda "ma che cavolo ti porti dietro?! Manco Mary Poppins": noi ragazze cambiamo spesso il contenuto della nostra borsa (e cambiamo spesso borsa!), e per quanto mi riguarda il contenuto della mia rispecchia il mio stato d'animo della giornata. Quel che vedrete in questo post è il contenuto della mia borsa di oggi (sono decisamente di ottimo umore!). Sono uscita per una breve passeggiata sotto il sole romano, per fare colazione e per conoscere meglio il mio nuovo quartiere :) Non lasciatevi ingannare dalla dimensione della mia mini satchel bag, è davvero capiente :P

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Quindi, what's in my bag?

1. Succo di uva e mirtilli (lo adoro, anche se questo in particolare contiene solo il 20% di frutta, purtroppo oggi ho trovato solo questo in bottiglia ç.ç)

2. Barretta al sesamo (soffro di inquietanti attacchi di fame nei momenti più impensabili!)

3. Mini asciugamani di Kutsushita Nyanko (io l'avevo comprato a Londra qualche anno fa, vicino a Camden Town, ma qui potete trovare un sacco di prodotti adorabili della stessa linea!)

4. Mini block-notes a forma di riccio , acquistato l'anno scorso da Accessorize (mi sento quasi in colpa ogni volta che ci scrivo sopra, vorrei tenermelo per sempre!)

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5. Kindle ♡ Non riuscivo a trovare una custodia che mi piacesse, poi mi sono innamorata di quella che vedete, di Zuccastregata. In realtà la custodia è del formato di un i-pad mini, ma è comodissima per auricolari, piccoli cavi e per fogli volanti! Tenete d'occhio lo shop online, magari la inseriranno nel catalogo.

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6. Inutilissimi ma deliziosi bigliettini d'auguri! Li ho comprati a Milano qualche mese fa, in un negozio di casalinghi vicino a casa. Sono rimasti nella mia borsa per un bel po' e oggi, svuotandola, li ho finalmente ritrovati!

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7. Telefono

8. Portafogli

9. Porta tessere, il mio preferito! Se non conoscete Paperchase, rimediate subito, è un vero paradiso :)

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10. Biglietti da visita

11. Occhiali da sole

12. Penna di Rilakkuma (non proprio originale :D) e astuccio con un carinissimo pattern a gufetti (Accessorize)

13. La mia mini quattrocchi (è quella che vedete ogni tanto nelle mie foto su Instagram!)

14. Borsa di tela

16. Fermacapelli e mini-spazzola

Ecco qui, direi che è tutto! Oggi non ho portato con me altre cose che di solito porto sempre, ad esempio la trousse dei trucchi e il computer :) A questo punto, dopo aver analizzato il contenuto della mia borsa mi rendo conto di avere un serio problema con i characters :D Di solito tiro fuori le cose una alla volta, mai tutte insieme, e solo ora mi rendo conto della quantità di personaggi che abitano la mia borsa! In pratica mi porto dietro una mini-characters factory ogni volta che vado in giro!

Quando si dice "non portare il lavoro a casa"...io me lo porto dappertutto ♡

Un abbraccio dalla vostra quattrocchi, ci rivediamo presto!


Characters & animazione - la mia classifica ♡

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Buongiorno juice drinkers!

Dal momento che sono la quattrocchi più fortunata del mondo ho trascorso il mio compleanno a letto con 38 di febbre. Olè! Anche in questa triste circostanza ho deciso di trovare un lato positivo. Per la prima volta dopo quasi due anni mi sono 'regalata' due giorni di 'relax' (...) e maratona cinematografica annessa, e dal momento che ho compiuto 24 anni mi è sembrata un'ottima occasione per rispolverare il repertorio dei miei film di animazione preferiti. Quel che si dice una persona matura, yeh!

No, non mi sono riguardata TUTTI i film che troverete elencati qui sotto (sonno e stanchezza hanno avuto la meglio per la maggior parte del tempo), però ho fatto un po' di ricerche e ho preparato una lista dei miei personaggi/characters preferiti in assoluto.

Con questo post continua la mia rubrica sul character design, che ho cominciato qualche settimana fa con un post su Gilbert Legrand :)

Ecco qui la mia top 14 (non amo i numeri dispari!), buona lettura!

Mulan / 1998 - Nonna Fa

Cominciamo con i grandi classici. L'adorabile nonnina di Mulan ha un posto speciale nel mio cuore. Nonna Fa è la nonna che tutti vorremmo avere. Adoro il suo personaggio e soprattutto le sue movenze. Piccola ma agile, sempre sorridente e semplicemente...tenerissima!

http://www.youtube.com/watch?v=Pqmq0Os-ooE

Hercules / 1997 - Pegaso e baby-Hercules

Un altro classico Disney, Hercules! In questo caso ho adorato ogni singolo elemento del film. Lo ammetto, è stato amore a prima vista dopo qualche minuto, non appena ho sentito le magiche parole di Zeus intento a creare il piccolo Pegaso. I personaggi di Hercules sono meravigliosi, così diversi tra loro eppure così allineati nello stile. Qui trovate un po' di curiosità sul film e qui una raccolta di model sheets.

Lilo e Stitch / 2002

http://www.youtube.com/watch?v=RiVya40lxs0

Il personaggio di Lilo è un personaggio incantevole, buffo e dolcissimo. Nel 2003 il film ha ricevuto un encomio speciale, Los Angeles Film Critics Association Award, per il character design e l'animazione. Non è la prima volta che casa Disney si allontana dal suo character design tradizionale, stavolta sostituito dai disegni, unici, di Chris Sanders. Trovo fantastico anche il doppiaggio di Stitch, forse perché i suoi versi somigliano spaventosamente a quelli del mio Jack Russel (che venga da un altro pianeta anche lui?)!

Ratatouille / 2007

http://www.youtube.com/watch?v=gFtQjJXKL-0

Se ancora non l'avete visto (ne dubito!) rimediate subito :) Il character design di Ratatouille è a dir poco magico, il film...a dir poco spettacolare. Qui la crew Pixar che ha lavorato al film vi racconta il perché! P.s. dopo aver scoperto la nuova attrazione a Disneyland temo dovrò fare un salto al più presto per recensirla! Ci siete stati?

Toy Story 3 - La grande fuga / 2010

http://www.youtube.com/watch?v=Q9hfLWA8T_E

Sono certa che come me (e come tutti, del resto!) adorerete la trilogia di Toy Story. Un piccolo grande capolavoro. Il sogno di tutti i bambini finalmente si avvera: i giocattoli prendono vita, e il modo in cui lo fanno è straordinario. I maghi della Pixar sono riusciti a trasformare in realtà movimenti, espressioni e caratteristiche che hanno sempre fatto parte della nostra fantasia di bambini, regalandoci qualche ora di pura magia. Perché cito, nel dettaglio, il terzo film? Perché, avanti, Ken è senza ombra di dubbio l'esatta incarnazione del bambolotto che abbiamo sempre immaginato! Un MITO.

Up / 2009

http://www.youtube.com/watch?v=hN6ZSFZl_1E

Up è ricco di personaggi ben riusciti e tra tutti sicuramente spicca il simpaticissimo Russell, che tra parentesi ha un doppiatore fantastico anche nella versione italiana. A dirla tutta non sono rimasta affatto delusa dal doppiaggio italiano, che anche nel caso della piccola Ellie mi è piaciuto molto. La voce di un personaggio è l'elemento chiave che completa la sua personalità e in questo caso specifico i produttori hanno cercato un bambino 'per davvero', che non rispondesse ai canoni standard della recitazione 'da Broadway', per assicurare al personaggio di Russell una voce ed un atteggiamento del tutto realistici e spontanei.

Piovono Polpette 2 - la rivincita degli avanzi / 2013

Non sono una grande fan della Sony Pictures Animation. In questo caso però, devo ammetterlo, hanno fatto davvero un ottimo lavoro con i personaggi, soprattutto nel secondo film, quando gli avanzi del primo film hanno ormai colonizzato Swallow Falls. Frutta, verdura e altri cibi abbandonati hanno preso vita e sono tutt'altro che mostruosi! Si tratta infatti di creaturine amichevoli e coloratissime (piccola Fra in primis), pronte ad aiutare Flint Lockwood a salvare l'isola.

Coraline e la porta magica / 2003

http://www.youtube.com/watch?v=1y-UG-ZNTDM

Sicuramente conoscerete Henry Selick, regista di The Nightmare before Christmas (che non compare nella mia top 14 perché potrei seriamente dedicare a questo film pagine e pagine di analisi e complimenti). Lo stesso regista ha lavorato a questo particolarissimo film di animazione, interamente realizzato con la tecnica dello stop-motion. Il film è basato sul racconto Coraline, scritto da Neil Gaiman ed illustrato da Dave McKean. Vi consiglio di visitare il sito della sua casa di produzione, Laika, per scoprire tutti i dietro le quinte di questa piccola impresa cinematografica e per dare un'occhiata ai professionisti che hanno dato vita al personaggio di Coraline, unico nel suo genere.

Monster House / 2006

Si tratta del secondo film di animazione girato con la tecnica della performance capture, che consente di riprendere movimenti umani e super realistici e di applicarli all'animazione. In questo caso il personaggio che più mi ha colpito è...la casa! Guardare per credere.

Paranorman / 2012

http://www.youtube.com/watch?v=E4dcV3e8KIA

Un altro magico capolavoro di animazione per la casa Laika Entertainment. Quando ho scoperto il making-of del film sono rimasta a bocca aperta. Lo ammetto, ho persino dato un'occhiata alla sezione careers del sito Laika, per poter curiosare sull'incredibile mini-set del film!

Frankenweenie

 / 2012

Il film è l'adattamento dell'omonimo cortometraggio  realizzato da Tim Burton nell'84, tratto dal romanzo Frankenstein di M.Shelley. Uno dei miei primi tweet (tranquilli, ancora non ho imparato ad usare Twitter :D) lo dedicavo proprio al personaggio di Sparky, un Bull Terrier dallo sguardo dolcissimo e dalla natura giocherellona. Come in tutti i suoi film Burton riesce a RIportare in vita un personaggio senza sfiorare, nemmeno lontanamente, il cattivo gusto. Per tutta la durata del film il mio Jack Russell ha osservato lo schermo cercando di interagire con Sparky. Quando il film è finito ho amato il mio cane ancora di più. Se anche voi avete la fortuna di vivere con il vostro cucciolo preparatevi...piangerete, molto! Poi lo coccolerete fino allo sfinimento, e vi addormenterete felici.

La città Incantata - Sen to Chihiro no kamikakushi / 2001

Passiamo ora all'ultimo genere nella mia lista :) I film di Miyazaki. Non me la sento di catalogarli come semplici film di animazione giapponese. Il suo stile è inconfondibile e unico: ti accompagna alla scoperta di luoghi incantati. Per qualche ora lo spettatore è sospeso in una dimensione onirica e quasi surreale, e può curiosare, come si faceva da bambini, osservando dettagli e situazioni del tutto inaspettate. La fine di un suo film è paragonabile ad un risveglio dopo un sogno che ricordiamo perfettamente. I suoi personaggi sono diversi da quelli occidentali. Non esiste una vera e propria distinzione tra il buono e il cattivo, ogni personaggio è caratterizzato da sottili sfumature, per questo possiamo percepirli come più realistici e vicini a noi. Qui trovate una bella intervista a Miyazaki, che racconta curiosità sullo studio e sulla simbologia dei vari personaggi del film.

I nomi kanji di molti dei personaggi forniscono indizi per la loro identità: Yubaba è megera e acqua calda, Zeniba significa denaro, Kaonashi significa senza volto, Bô è giovane ragazzo o bambino, Kamajii si traduce con bollitore o caldaia e vecchio, infine Chihiro è mille braccia e mille ricerche e il suo nome all’interno della città incantata, Sen, è simile perchè significa migliaia quando isolato. Anche nel titolo originale c’è un gioco di parole; Sen to Chihiro, se letto tutto attaccato Sento significa “bagni termali”, ovvero dove si svolge l’intero film.

Ponyo sulla scogliera - Gake no ue no Ponyo / 2008

Il Castello errante di Howl - Hauru no ugoku shiro / 2004

Gli ultimi due film della mia top 14 hanno in comune un aspetto davvero interessante, che si avvicina per certi versi alle caratteristiche di animazione di Monster House ma che (senza dubbio) porta questo tipo di character design a livelli-meraviglia. Il personaggio che ho amato di più in Ponyo è il mare. Il personaggio che ho amato di più ne Il castello errante di Howl è il castello. Certo, non si tratta di characters sulla carta ma se avete visto entrambi i film capirete il perché della mia scelta. L'animazione di questi elementi è incantevole, così naturale da renderli vivi.

Ecco fatto! Spero di non avervi rubato troppo tempo e di aver suscitato in voi un po' di curiosità in più sul mondo del character design, così vasto e decisamente vario, sempre ricco di storie ed infinite sfumature. Quali sono i vostri personaggi preferiti? Mi piacerebbe scoprirlo!

Un abbraccio dalla vostra quattrocchi!


Guida di sopravvivenza al trasloco ♡

Come comincio questo post? Sono a dir poco stravolta, ricoperta di polvere e vestita da desperate housewife. Lo smalto mi si è sbeccato, a mezzogiorno ho mangiato mezzo toast con il salmone (pranzo di Ferragosto con i fiocchi!) e sto scrivendo questo post seduta sopra ad uno scatolone che dubito reggerà più di cinque righe. Se non l'avete intuito dal titolo e dalla catastrofica premessa...I'm moving out! Yeah!

Il mio primo trasloco risale a circa cinque anni fa. Del tutto inaspettato, triste e decisamente distruttivo. Insomma, nessun bel ricordo e nemmeno qualche foto per attestare la titanica impresa (trasloco in tempi record, 3 giorni sotto Natale).

Stavolta ho deciso di fare le cose con calma e di godermi il momento dei saluti assaporando ogni istante nella mia cameretta rosa. Lei resterà qui, io invece mi trasferirò in una nuova città, insieme ad una persona che ha stravolto la mia vita in positivo (e che quando leggerà queste righe probabilmente si nasconderà dietro alla libreria e poi comincerà ad insultarmi perché sì, sono un'inguaribile romantica e super sentimentalona).

Cari amici, me ne vado a Roma!

Appena rientrata dalle vacanze e con un'infinita to-do list mi sono presa questi due giorni per riordinare ed impacchettare, catalogare e fare pulizia. Sono sopravvissuta all'impresa e ho deciso di raccontarvi questa piccola avventura, perché per me significa molto e per la prima volta nella mia vita mi sento davvero cresciuta, pronta a cominciare una nuova vita. Sono stati anni complicati e non privi di sacrifici. Ho spesso sognato di poter cambiare vita, di poter ricominciare in un posto dove la mia storia non avrebbe tormentato le mie notti. Ora posso farlo e me ne sono resa conto per davvero quando ho sigillato l'ultimo scatolone.

Dopo aver affrontato due giorni di psicosi allo stato puro, condivido con voi la mia guida di sopravvivenza al trasloco, che ha reso queste 48 ore meravigliose ed indimenticabili.

1. Svegliati presto, fai una passeggiata e prendi un po' di aria. Per due giorni, causa scatoloni, non vedrai il sole. Torna a casa e fai un'abbondante colazione. L'adrenalina e l'ansia di finire in fretta ti faranno dimenticare le azioni vitali, tipo mangiare e dormire.

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2. Indossa vestiti comodi. Dal momento che sono contraria alla tuta da ginnastica, ho optato per una gonnellona anni '50. Ora che ho finito, viste le mie condizioni, vi suggerisco la tuta da ginnastica.

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3. Fomentati un po'. In fondo stai per affrontare una battaglia e per uscirne a testa alta avrai bisogno di un'immagine, un pensiero o un modello a cui pensare ogni volta che, sommersa dal delirio del tuo armadio riversato sul letto, ti ripeterai che 'no, non ce la posso fare'.

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4. Fai una foto della tua stanza quando sei al culmine dell'esasperazione. Ti sentirai meglio quando avrai finito.

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5. Fai scorta di washitape e di nastri adesivi colorati. Potresti utilizzare quel tremendo scotch marrone, ma anche no, dai.

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6. Scegli la musica giusta per tenere il ritmo. In questa particolare situazione hai il permesso di ballare come se non ci fosse un domani. Scivolata di potenza inclusa.

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7. Procurati un quaderno per fare l'inventario. Tenere, buttare, regalare, bruciare, riconsiderare, 'no dai questo devo tenerlo per forza!' e via dicendo.

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8. Goditi le piccole cose. Potresti ritrovare piccoli tesori (ma anche calzine imbarazzanti) che dimenticavi di aver comprato.

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9. Ogni tanto prenditi una pausa. Sfoglia riviste da sciooogno e pensa che quando sarai nella nuova casa sarà bellissima (ma dovrai anche disfare gli scatoloni, questo non dimenticarlo MAI).

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10. Quando avrai finito (finalmente) fai una foto della tua stanza. Non lasciarla del tutto vuota, se puoi. Vorrai ricordarla così, come l'hai sistemata il primo giorno che sei arrivata.

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Ecco fatto. Lo scatolone non ha ceduto, il mio post è quasi concluso. Si conclude qui anche un periodo della mia vita. Guardo la mia cameretta, con la luce del tramonto che filtra attraverso le tende rosa. Il mio letto bianco dell'Ikea, che boh, è ancora in piedi dopo anni anche se avevo scartato una ventina di viti e bulloni quando l'ho montato. Alcune cose restano qui, non le porterò con me, perché questo è il loro posto. Restano qui i ricordi della mia adolescenza, a tratti felice e spensierata, a tratti complicata e da dimenticare. Restano qui la mia storia, le mie nottate a scrivere. La stesura del mio libro, le giornate a preparare la maturità. Restano amore e speranze per un futuro migliore, diverso. Lacrime e telefonate laceranti. Resta qui la parte più buia di me, che ha trasformato la quattrocchi insicura che ero in una persona più forte, pronta a ricominciare.

Porto con me la mia Factory e tutto ciò che mi ha fatto sorridere negli ultimi anni, cose meravigliose che tengo solo per me. Sono terrorizzata, lo ammetto. Tendo sempre ad affrontare i cambiamenti della mia vita con un pizzico di sarcasmo ed ironia ma voglio chiudere questo post con un ricordo, che mi fa scendere una piccola lacrima di gioia.

Il giorno in cui, devastata e stanca, sono arrivata con la mia famiglia in questa nuova casa e ho visto la mia camera per la prima volta. Per trasformarla ho dovuto raschiare via tre strati di vecchia tappezzeria. Dopo qualche mese era casa mia. Un luogo incantato dove, nonostante tutto, per me era tutto possibile. E oggi, davanti a me, nuove possibilità mi accarezzano il viso e mi fanno sentire amata e in grado di affrontare qualsiasi sfida. Dove sarà questa sensazione, lì sarà casa mia.

Non vedo l'ora di mostrarvi il mio nuovo angolo felice, e un'altra sorpresa per l'inizio del nuovo anno lavorativo. Lascio qui, tra le righe, un abbraccio a tutti gli amici e alle persone che sono state accanto a me in questo momento così importante e che hanno creduto in me quando nemmeno io ero certa di farcela.

Ciao casa, grazie per esserti presa cura di me.


La mia Frida Kahlo ♡

Buongiorno Juice drinkers!

Vi avevo promesso un post dedicato a Frida, la mia artista preferita. Non sono l'unica ad amare le sue opere e sicuramente buona parte di voi già conosce la sua storia. Non sono qui per riassumerla, e nemmeno per recensire la sua mostra (che ho visitato qualche settimana fa, qui, a Roma). Sono qui per raccontarvi come ho vissuto la scoperta del suo lavoro.

Non sono mai stata una grande fan della storia dell'arte (intesa come materia scolastica). Per prima cosa il libro che utilizzavamo al liceo aveva un formato a dir poco irritante: era quadrato, pesante e le pagine erano lucide. Per i collezionisti di evidenziatori: ci siamo capiti, nessuna soddisfazione.

Il problema non era solo quello, ovviamente. Non si può interpretare fedelmente il lavoro di un artista senza averlo prima conosciuto, questo è sempre stato il mio pensiero. In linea teorica avrei potuto interpretare a modo mio i colori, la composizione e il tema di un quadro o di una scultura, naturalmente conoscendo il background dell'artista e la sua storia. Pensieri di una liceale che cercava giustificazioni per le poche ore di studio dedicate all'argomento, diciamo la verità. In ogni caso non mi sono mai completamente fidata della prima analisi di un'opera sui libri di scuola, allo stesso tempo non provavo nemmeno tutto questo interesse ad approfondirne le verità e gli eventuali errori.

Sul libro del liceo la pagina dedicata a Frida era una sola, mi pare di ricordare. Non abbiamo mai trattato l'argomento.

Così Frida è passata inosservata, silenziosa. Non pensavo l'avrei incontrata di nuovo...ma è successo. Durante il terzo anno di Accademia è ricomparsa sul libro, quasi con uno sguardo quasi di sfida, come se mi stesse dicendo 'stavolta avrò la tua attenzione'. C'era qualcosa nei suoi autoritratti che mi infastidiva. Non conoscevo bene la sua storia e guardando le sue opere la prima sensazione era quella di una donna arrogante che mi fissava con aria di superiorità.

Io ero quella che, da sempre, 'Modigliani, lo adoro!'. Forme stilizzate, allungate e sguardi vuoti. Mancava qualcosa ai suoi ritratti, eppure li trovavo rassicuranti. Forse la loro incompletezza lasciava per me spazio all'interpretazione, questo mi faceva sentire a mio agio, avevo il permesso di giudicare e di farmi un'opinione. Lo sguardo di Frida, al contrario, era fermo, senza paura. Le mie interpretazioni, davanti a lei, si sgretolavano con un pizzico di vergogna e riverenza e finalmente cominciavo a mettermi in discussione.

Così, sfogliando di sfuggita qualche altra pagina su di lei, ho deciso di accettare la sfida e di indagare su quello sguardo, per cercare di comprenderne le motivazioni. Il fine non era più l'esame, ma una conoscenza più profonda di un'artista che aveva catturato la mia attenzione come nessun artista aveva fatto prima.

Frida ha conquistato una parte di me, per la sua storia e per il modo in cui ha deciso di raccontarla. Solo in questo caso ho smesso di giudicare e mi sono fermata ad ascoltare, ad osservare. Senza pregiudizi, senza più mettere in discussione il suo sguardo.

Ho sempre visto le sue opere sui libri, sul web. Poi, finalmente, le ho viste anche di persona. Non vi dirò che sono meravigliose, che se vincessi alla lotteria farei razzia dei suoi quadri per dedicarle un salone del mio castello. Nel silenzio della visita ho provato una velata tristezza. Sogni mancati, un dolore quasi palpabile, amore dato e perduto, ancora e ancora. Le sue opere non sono fatte per stare appese al muro di un museo, uno qualsiasi, o almeno questa è stata la mia sensazione. Ho chiuso gli occhi e le ho immaginate accatastate accanto alle pareti della Casa Azul, prima che diventasse a sua volta un museo. Profumo di fiori e posti diversi. Una leggera malinconia e allo stesso tempo un'incontenibile voglia di conoscere, fermarmi, osservare e ripartire.

La Frida Kahlo che ho conosciuto mi ha insegnato che il dolore non è di un solo colore, che anche quando ci sembra di non poterci muovere, quando il respiro è spezzato e le emozioni così contrastanti ed incontenibili, possiamo utilizzare una tela più grande. Nessuno ci impedirà di guardare il mondo a testa alta, nonostante tutti gli sbagli e le contraddizioni che ci hanno reso vulnerabili ed allo stesso tempo così...invincibili.

Ed ecco qui una micro illustrazione dedicata a Frida. Non sarò mai in grado di racchiudere in un disegno quel che vi ho raccontato e nemmeno la sua storia, ma ci tenevo tanto a realizzarla.

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Se anche voi volete approfondire, vi consiglio di leggere il suo diario (lo trovate qui). Ai tempi del mio esame avevo anche visto Frida, il film, che ha riscosso un notevole successo e che racconta la vita dell'artista, ve lo consiglio :)

http://www.youtube.com/watch?v=uOUzQYqba4Y

Tornerò presto con una nuova rubrica,

a presto!