I corsi della Characters Factory

Oggi torno (finalmente!) sul blog, per fare un po' di ordine nel calendario dei corsi della Characters Factory, e condivido con voi il riassunto di questo intenso periodo di riflessioni, ideazione e pianificazione. Vi racconto, con il cuore, il perché di questi percorsi che abbiamo studiato per voi che ci seguite, o che siete appena arrivati.

Partiamo da qui. Juice for Breakfast nasce come studio di comunicazione visiva:

Aiutiamo aziende, piccoli business e case editrici a raccontare storie, a promuovere servizi e a lanciare nuovi prodotti. Creiamo progetti completi di comunicazione visivastorytelling e character design.

Questo è il nostro lavoro, ma non finisce qui.

Lavoro come freelance da sei anni e da due (uno, ufficialmente) non sono più sola. Ho sempre sognato un team con cui realizzare i progetti che arrivavano da Juice, per le seguenti ragioni:

  • Poter lavorare contemporaneamente su più fronti per velocizzare la crescita dell'attività, conoscere più clienti, arricchire il portfolio e la varietà dei progetti realizzati
  • Poter contare su un team di persone fidate (e ormai grandi amici) per offrire servizi completi, punti di vista differenti, competenze in ambiti diversi (e soprattutto perché insieme ci si diverte di più, e ci si motiva a vicenda quando le cose diventano difficili)
  • Poter delegare ciò che non riesco a fare da sola in momenti di grande tensione, stanchezza o quando abbiamo troppi progetti aperti (o quando, ogni tanto - succede - decido di andare in vacanza!)
  • Infine, poter ritagliare del tempo extra per fare una cosa che mi piace quanto disegnare: condividere la mia esperienza e le mie competenze in aula, con appassionati, curiosi e freelance

L'ultimo punto per me è imprescindibile. Amo il mio lavoro ma amo ancora di più poterlo insegnare ad altre persone che desiderano intraprendere questo percorso, perché credo che la formazione in aula, dal vivo (ma ora anche online) sia uno strumento prezioso e potentissimo per dare vita ad un progetto, un'attività, un sogno.

Quindi, eccoli qui, i tre corsi/percorsi che sono (e saranno) l'occasione per condividere con voi tutto ciò che facciamo alla nostra scrivania, ogni giorno.

Vi aspettiamo!

I SUPERPOTERI DEL CHARACTER DESIGN

Condividiamo con voi regole e spunti creativi per dare vita ad un character di successo, partendo dalle basi stilistiche fino ad arrivare a background emotivo, mondo di riferimento e narrazione di una storia. Nella seconda parte vi guidiamo in una serie di esercizi pratici per stimolare l’immaginazione e creare un character che risponda alle esigenze del brief fornito.

Questo workshop è rivolto a tutti gli appassionati di Character Design, illustrazione, comunicazione e graphic design. Un incontro adatto ai professionisti del settore ma anche ad amatori e curiosi. La prossima data è vicinissima!

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SHANTI

Shanti è un gruppo per freelance che desiderano ritrovare la magia del lavoro libero. Ci ritroviamo una volta al mese, nello spazio di Yoga della Rosa, e insieme lavoriamo sulle nostre paure, sui nostri blocchi creativi e su mente e corpo.

Guidati dall’esperienza di Elena (insegnante di yoga, counselor e floriterapeuta) e accompagnati dai miei racconti, durante gli incontri ci conosciamo ed esploriamo insieme le problematiche comuni da risolvere durante il percorso. Raccogliamo e condividiamo spunti e strumenti utili per affrontare tutti i nostri dubbi e paure. Lo facciamo con tecniche di rilassamento e meditazione, esercizi di gruppo, racconti e momenti di condivisione sulla vita freelance.

> INFO ED ISCRIZIONI


PANCAKES 

Pancakes è un corso online che uscirà a settembre, dedicato ai freelance alle prime armi e a chi non può frequentare i nostri corsi in aula. L'iscrizione comprenderà una serie di newsletter, dei video esclusivi e una libreria di risorse e materiali utili per intraprendere la carriera freelance in ambito creativo. Lezione dopo lezione, settimana dopo settimana, creeremo insieme una solida torre di pancakes e nozioni che vi aiuteranno ad affrontare con più serenità e sicurezza il vostro progetto imprenditoriale. E (super spoiler) Pancakes diventerà anche un libro! Presto vi racconteremo tutti i dettagli!

Che ne dite, ci vediamo in classe?


Le scatole che vedete in questo post sono di SelfPackaging, che è anche uno dei nostri fantastici sponsor durante le tappe del corso "I Superpoteri del Character Design"! C'è anche una super novità: SelfPackaging ha lanciato l'editor di stampa, potete disegnare le vostre scatole online, senza conoscenze tecniche, con 3D in tempo reale, senza ordine minimo e senza tempi d'attesa. 


Making Fun! La storia di Funko su Netflix

Il character design non è solo disegno. Puoi essere un character designer anche se prendi un personaggio o una mascotte famosa e la trasformi in un pupazzo o in un giocattolo. Certo, sulla carta sarai toy designer o product designer, ma di fatto stai riprogettando le sembianze di un personaggio per adattarlo ad un nuovo stile, ad una nuova funzione. Facendolo, cerchi di cogliere i suoi tratti predominanti e di riportarli (magari esagerandoli) nelle forme. Studi quel personaggio. Conosci quel personaggio. Ricrei quel personaggio. Bello, vero? Ecco cos'è successo con FunKo, ed ecco perché dovete guardare questo documentario su Netflix se siete appassionati, curiosi, o professionisti del settore.

La storia di FunKo è fichissima. 

Si tratta di un'azienda che crea giocattoli su licenza: per la precisione producono vinyl figures, cioè personaggi in vinile. Producono anche altro, ma sono diventati famosi per questo. Fondata nel 1998 da Mike Becker, FunKo nacque per uno scopo preciso: creare pupazzi in vinile per riportare in vita mascotte del passato. Il primo personaggio ricreato fu quello di Big Boy, storica mascotte pubblicitaria della catena di ristoranti (ne parleremo presto in un post a parte, perché qui alla Characters Factory abbiamo una passione per questo personaggio).

 

Lo stile di questi personaggi si ispira a quello “chibi” giapponese (occhioni grandi, dimensioni della testa sproporzionate rispetto al corpo).

FunKo dichiara di realizzare i suoi personaggi in PVC eco-friendly, privo di agenti tossici e Ftalati. Questi giocattoli da collezione rispettano quindi i criteri imposti dalle certificazioni europee: CE, FCC, ISO9001, EN71 e RoHs.

Fu Mike Becker, collezionista di giocattoli, a dare la luce all’azienda, nel 1998 a Snohomish. Becker risolveva un ‘problema’ che attanagliava migliaia di collezionisti accaniti: i costi dei pezzi da collezione erano esorbitanti e Becker desiderava rendere il collezionismo di personaggi accessibile a tutti.

(Tim Ellis Photos)

Becker però non aveva molta esperienza nella gestione aziendale, e la società rischiò il tracollo fino all'arrivo, nel 2005, di Brian Mariotti, un altro grande collezionista, che decise di prendere in mano le redini della società per trasformarla e darle nuova vita.

Nei primi 4 anni di attività FunKo generò profitti per oltre 40 milioni di pezzi da collezione.

Ad oggi FunKo vanta una collezione di oltre 3000 personaggi e più di 180 licenze tra cui DC Comics, Marvel, Warner Bros, Disney, HBO e moltissimi altri, affermandosi come la stella mondiale delle vinyl figures.

Ogni anno, a dicembre, Mariotti svela piccoli segreti e anticipazioni sulle nuove uscite, su un forum dedicato. Si tratta delle “Funko Christmas reveals”.

I Pop hanno una tiratura specifica, per alcuni pezzi super limitata. Per questo, anche se spesso vengono 'snobbati' e considerati lontani dall'ideale di 'pezzo da collezione' a volte alcune figures sono invece molto rare.

FunKo è inoltre una delle poche compagnie che produce spesso edizioni speciali e limitate, commercializzate per un breve periodo e a volte solo durante eventi speciali, come il Comic Con di San Diego.

L'aspetto che forse risulta più interessante è la community che si è creata intorno al prodotto: FunKo, con i suoi personaggi, ha generato un passaparola importante e coinvolto collezionisti provenienti da tutto il mondo. Così una semplice necessità si è trasformata in un'idea imprenditoriale, e quell'idea si è trasformata in un prodotto di successo capace di viaggiare ovunque e conquistare un pubblico sempre più vasto.


Lascia perdere (o forse no, o forse mai).

A dicembre pubblicavo questo video sul mio canale Youtube. Il mio messaggio è arrivato dove doveva arrivare, negli auricolari di tanti freelance che, come me, ogni tanto hanno bisogno di ricordare che quello che stiamo facendo è importante. Il messaggio, però, è arrivato anche a chi ci dice spesso di lasciar perdere. Di cambiare rotta, che quello che stiamo facendo non lo è, non è importante.

Pubblicavo questo video dopo un anno complicato. Cicatrici profonde riaperte a tradimento quando sembrava tutto ok. Un senso di inadeguatezza perenne davanti ad una schiera di persone che sembravano volermi abbattere a tutti i costi. Ero diventata il contenitore dei dispiaceri degli altri, lo specchio per i loro fallimenti e la scusa per gli sbagli che avevano commesso. Era colpa mia però, io avevo permesso a quelle persone di mangiarmi.

Così avevo 5kg in meno addosso, quando mi sdraiavo sul letto mi sentivo sottile. Quei kg li avevo tutti trasformati in parole. Scrivevo di notte, di giorno lavoravo. Le parole pesavano, erano macigni che dovevo scaricare da qualche parte prima di andare a dormire. Tutte quelle parole le tenevo per me, e questo blog è rimasto in silenzio perché il rumore era già abbastanza forte mentre scrivevo sotto le coperte.

Una marea di visite, per capire dove fosse il problema. Perché mangiavo, ma il mio corpo aveva smesso di assimilare. Tutti mi ripetevano "non stai bene, fatti vedere", "sarà colpa del lavoro, troppo stress", "ma non è meglio trovarti un lavoro in azienda, così sei più tranquilla?".

Me ne andavo in giro con il cotone premuto dallo scotch dopo gli esami del sangue. Con i maglioni larghi perché così non dovevo spiegare a tutti che non era colpa mia, che mica l'avevo deciso io di scomparire piano.

Per la prima volta nella mia vita ho dovuto fare una dieta. Una dieta ingrassante. Tutti mi dicevano "quanto sei fortunata, puoi mangiare tutto quello che vuoi!" e io sorridevo imbarazzata perché no, non mi sentivo fortunata. Abbiamo cercato ovunque, in ogni microscopica fessura di me abbiamo cercato la causa e io mi ripetevo che doveva essere nel corpo la ragione di tutto quel disastro.

Ho montato questo video di notte, mettendo insieme tutte quelle parole che avevo accumulato. Quei kg di pensieri che dovevo scaricare da qualche parte per riuscire a dormire di nuovo. L'ho mandato come augurio di Natale a tutte quelle persone che per mesi mi hanno ripetuto di smettere. Come se lavorare freelance fosse la mia droga, una dipendenza, una croce, la causa di ogni mio male. Era quella la ragione per cui Giulia stava scomparendo. Una malattia incurabile: la libertà. 

Con quel video è successo qualcosa. Mi sono ricordata del potere e della forza nascosti nelle mie parole. 

Quelle degli altri erano talmente potenti che erano riuscite a farmi (quasi) scomparire. Perché le mie dovevano essere più deboli?

Ho smesso con la dieta ingrassante e ne ho cominciata un'altra, depurativa.

Ho ridotto drasticamente o del tutto eliminato i rapporti con le persone tossiche che mi circondavano. Ho cominciato a dire "no, grazie" quando non mi andava di fare qualcosa. Ho cominciato a dire "sì, grazie" quando qualcosa mi andava davvero. Ho cominciato a praticare yoga al piano di sopra del mio studio. Da quando ho cominciato, ho pianto alla fine di ogni lezione. Ogni martedì e ogni venerdì mangio due o tre focaccine tornando a casa. Ho preso una casa.

Da quando sono qui ho recuperato tutti i miei kg persi, senza raddoppiare nessuna porzione. Semplicemente ascoltando prima me stessa degli altri. Ho ricominciato a leggere, disegnare, suonare il mio ukulele, cantare e ballare con un calice di vino in mano. Ogni giorno vado in studio e lavoro, con un team fantastico e circondata solo dalle persone che, quando pesavo quanto una piuma, mi dicevano semplicemente "io ci sono".

Ero pronta per tornare qui, anche solo per il tempo di un racconto, per il tempo di un promemoria, per dirvi che no. No, maledizione. La libertà non è una malattia. Fatevene una ragione.

E mangiatevi tutte le focaccine che vi vanno, ogni volta che ne avete voglia.


Le mascotte di Loacker: gli gnometti!

Alla Characters Factory è arrivato un carico di cioccolato Loacker!

Abbiamo assaggiato il Cioccolato Specialty Napolitaner e il Cioccolato Specialty Dark Creme e, che ve lo dico a fa’, erano una bomba. La pausa caffè in studio si è trasformata in un momento dolcissimo ed è stata anche l'occasione per studiare insieme le mascotte del brand (perché va bene fermarsi per un caffè, ma la nostra ricerca non si ferma mai!).

Così eccoci qui, a raccontarvi la storia degli gnometti, i characters portavoce dei valori e della storia di Loacker. Sicuramente li riconoscerete nella loro versione più attuale, noi però vogliamo partire dall'inizio, perché questi simpatici personaggi sono ambassador di Loacker da più di 25 anni.

Ve li ricordate negli spot storici dell'azienda?

LA STORIA E LA LEGGENDA

L'altopiano dello Sciliar si trova nelle Dolomiti, e la sua storia è popolata da personaggi mitologici e leggendari. Gnomi, giganti, fate e streghe abitano le foreste e sono i protagonisti di storie magiche tramandate per generazioni.  Gli gnometti nascono proprio qui, in un logo di natura incontaminata, panorami meravigliosi e cieli limpidissimi.

Raccontano cose semplici, e sono portavoce di valori genuini. Sono allegri, spiritosi, amano stare in compagnia e garantire la massima qualità nella produzione delle dolcezze Loacker.

I PERSONAGGI

Mestolo: Il leader della banda di gnometti, un pasticciere professionista e un esempio per tutto il gruppo. Mestolo è inoltre il custode dei segreti e delle ricette Loacker.

Quadratolo: L’inventore dei Quadratini, pignolo e preciso!

Nocciolo: L’addetto alla raccolta delle nocciole.

Vanigliola: L’esperta degli aromi.

Cialdino: Il più piccolo del villaggio. Timido, curioso e molto buffo. Ha un cuore di wafer!

Ciocolotto: L’esperto di cioccolato. Adora assaggiare tutto ciò che lo contiene.

Slurpolo: Semplicemente, il golosone del villaggio!

Mimmola: La mamma del villaggio, ama molto la natura ed è sempre gentile e premurosa con tutti gli abitanti.

Sul sito ufficiale di Loacker troverete molte altre curiosità sugli gnometti, sulla storia del brand e sul famosissimo jingle. Date un'occhiata qui per leggere tutte le curiosità :)