Juice for Breakfast

Pixar in a box - Khan Academy

Buongiorno quattrocchi!

Oggi torno sui Diari della Factory per presentarvi un progetto davvero pazzesco! La Khan Academy si occupa di realizzare e distribuire corsi online gratuiti e accessibili a tutti. Recentemente ha collaborato con Pixar, dando vita ad un corso online interamente dedicato al mondo dell'animazione. Il corso è disponibile in lingua inglese (gratuitamente!) e comprende 9 lezioni/capitoli che raccontano tutti gli step necessari per la creazione di un film di animazione, dalla caratterizzazione dei personaggi al rendering. Il corso per ora prevede queste lezioni, ma presto ne usciranno di nuove.

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Introduzione al corso / Virtual Cameras / Effects / Patterns / Rigging / Animation / Environment modeling / Character modeling / Crowds / Sets & Staging / Rendering

Durante le ultime due Pixar Masterclass organizzate da Blue Shuttle ho imparato moltissimo sulla metodologia progettuale di Pixar (soprattutto sulla parte di story e animazione), ma questo corso è un vero e proprio tuffo nel meraviglioso mondo degli Studios. Che siate professionisti o semplicemente appassionati, può davvero arricchirvi e darvi spunti interessanti per il vostro lavoro.

Personalmente ho adorato la lezione sul Character modeling (per scoprire come i modelli in argilla vengono trasformati in personaggi digitali) e la lezione sul Rigging (per dare un'occhiata alla trasformazione geometrica che i personaggi affrontano per 'prendere vita').

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A breve anche io andrò al cinema a vedere (finalmente!) "Alla ricerca di Dory", e sono felice più che mai perché guardandolo potrò sicuramente apprezzarne il risultato finale conoscendo anche solo una piccola parte del lavoro di produzione, che a mio avviso è qualcosa di davvero eroico.

Voi che ne pensate? Avete partecipato? Mi farebbe piacere saperlo! Ci aggiorniamo prestissimo anche su Dory :)

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SÄLLSKAP edizione limitata - uno studio romantico

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Siamo a settembre, ma presto sarà ottobre. Lo so, sono sparita per un bel po’, ma avevo buone ragioni!

Le vacanze sono davvero volate in un soffio e il rientro, lo ammetto, è stato proprio tosto.

Speravo di avere più tempo per me, per ritrovare la mia routine, per ritagliarmi dei momenti di silenzio e ricominciare gradualmente.

Le prime settimane di settembre invece sono state una vera e propria esplosione! Tantissimi nuovi progetti, uno più bello dell’altro, e tanta tanta voglia di raccontare.

Il mio studietto è rimasto al buio per tutto il mese di agosto, e quando sono rientrata ho sentito la necessità di stravolgerlo per ritrovare l’ordine e quel calore che mi avvolge mentre lavoro.

Ho cambiato la disposizione dei mobili, ma sono ancora alla ricerca di quel ‘qualcosa’ che possa trasformare il mio spazio in un angolo speciale.

Proprio ad ottobre IKEA presenterà SÄLLSKAP, una collezione che si ispira alla tradizione artistica e artigianale della Scandinavia e all’idea di una grande stanza per tutta la famiglia. Grazie ad Ikea e a CasaFacile posso mostrarvi in anteprima alcuni prodotti! 

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Ho sempre immaginato il mio studio come un luogo in cui accogliere amici e clienti e in cui poter lavorare e chiacchierare, bere del thé e lavorare in team a nuovi progetti.

Lo spazio ristretto per ora non mi permette grandi interventi, ma il mio sogno è di poter, un giorno, allargarmi e trasformare questa idea in realtà.

Oggi per la rubrica Dream Home vi presento in anteprima alcuni dei prodotti della collezione che mi sono piaciuti di più, e sogno un po’, insieme a voi!

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Un tempo, uno o due secoli fa, i bambini dovevano essere una presenza silenziosa in casa e il buon design era riservato ai ricchi. Poi le cose sono cambiate. Personalità svedesi di spicco, come la scrittrice Ellen Key e gli artisti Karin e Carl Larsson, hanno creato i presupposti di quella che sarebbe diventata  la “allrum”, la stanza per tutti, dove si riuniva l’intera famiglia. Non si trattava solo di uno spazio comune, dove tutti erano i benvenuti, ma anche di aprire le porte alla bellezza e alla qualità, dando vita all’idea che il buon design dovesse essere alla portata di tutti. È questo lo spirito che sta alla base di SÄLLSKAP.

“SÄLLSKAP si ispira al movimento artistico e artigianale scandinavo che va dalla ne del XIX all’inizio del XX secolo. È una collezione che esalta la tradizione senza perdere di vista la vita moderna”, spiega Mette Nissen, Creative Leader di IKEA of Sweden.


Quattrocchi's bootcamp 2016

In questo post vi ho raccontato qualche pezzettino in più di me, e vi ho spiegato perché il Quattrocchi's bootcamp di quest'anno è stato così importante. L'anno scorso il bootcamp coincideva con le mie vacanze e devo dire la verità, non è stata poi una grande idea.

Tutto bellissimo eh, però lavorando alla mia attività durante gli unici giorni di relax dell'anno mi sono bruciata l'unica possibilità di, come si dice? Spaparanzarmi.

Ecco, per il 2016 sognavo qualcosa di diverso. Da dicembre fino ad ora non ho staccato il naso dal computer nemmeno per un giorno, forse solo durante il trasloco nella nuova casa. Ho lavorato senza sosta e senza pace perché nella mia testa ormai abita una versione di me potenziata (che come modi somiglia molto alla Signorina Trinciabue). Ha urlato come un'ossessa per circa 8 mesi, straparlando su come un business di successo non si costruisca da solo, su come si debba sempre tenere a mente l'obiettivo e pure la notte, quando cercavo di riprendermi e dormire, quella mi sbraitava nelle orecchie perché "chi dorme non piglia $$$".

Il lavoro è andato bene e sono veramente soddisfatta dei risultati, ma ora che manca poco alle vacanze mi sento di dire una cosa...MOBBASTA.

Va bene che i risultati si ottengono con il duro lavoro, ma anche una pausa (VERA, intendo) ci vuole. E per potermi prendere questa sudata pausa ho dovuto concentrare in una sola settimana il lavoro e il bootcamp. Ho preso da parte la signorina Trinciabue e le ho fatto un discorsetto.

"Senti, facciamo un patto io e te. Mi spacco di lavoro fino all'ultimo giorno prima delle vacanze, poi però pure tu ti prendi un bell'aereo direzione dovetipare e ci rivediamo a settembre. Mi lasci dormire, mangiare e nuotare e anche quando sarai tentata di dirmi 'dai, controlla solo 1 secondino ino ino gli analytics' ricordati che siamo in vacanza. E che non sei reale quindi ho ragione io". 

La settimana è stata speciale per tanti motivi, e non sono riuscita a documentare tutto nei vlog giornalieri perché si sa, quando fai cose belle chettefrega di riprenderle? Oltre a ciò che vi racconterò in questa piccola serie di video c'è stato molto, molto altro, ma credo siate qui per la ciccia quindi...cominciamo!

Ogni settimana per le prossime 5 settimane aggiornerò i link qui sotto, così potrete trovare tutte le puntate in un solo posto.

La prima è dedicata all'esercizio "Entrepreneurial Ecosystem", del libro "Building Your Business the Right Brain Way". Ci metto un po' a spiegarvelo ma se state cercando un metodo utile e creativo per inquadrare il vostro piccolo business ne vale la pena!

DAY 1: Entrepreneurial Ecosystem & definizione dei servizi principali

DAY 2: Sales Page & cartelle salvavita

DAY 3: Nuovi e vecchi clienti & pagina shop

DAY 4: Pianificazione settimanale, mensile, annuale & newsletter

DAY 5: Unplug


Innamorarsi di nuovo.

C'è una canzone, che di certo conoscerete.

It's oh so quiet
Shh shh
It's oh so still
Shh shh
You're all alone
Shh shh
And so peaceful until
You fall in love

Io la canticchiavo senza darle troppa importanza durante l'ultima sessione di esami all'Accademia e pensavo solo a quanto potesse aver caldo Bjork a ballare e correre con tutti quei capelli. Con il tempo ne ho apprezzato il significato, e ho cominciato a pensare che forse è proprio così che funziona la vita. Tutto è tranquillo, te ne stai in silenzio trascinandoti nella tua routine, e ad un certo punto...WOW! Ti innamori: di qualcuno, di un'idea, di un desiderio, di una meta, di qualcosa di nuovo. Mi sono innamorata tante volte nella mia vita, di tante, troppe cose. Così ho sempre dato per scontato che il colpo di fulmine sarebbe tornato, ciclicamente, a stravolgere la mia tranquilla esistenza. Aspettavo senza pretese, "tanto poi ritorna." Vivo a Roma da quasi due anni, e in questo breve periodo il mio lavoro è cresciuto. Ho investito tutto il mio tempo (tutto, letteralmente) nella mia attività, dedicandomi qualche raro momento di silenzio. Anche quando sono andata in vacanza, l'anno scorso, ho deciso di 'sfruttare' quel tempo per rinfrescare il mio brand, così tra una nuotata e l'altra mi ritrovavo comunque con il naso rivolto verso lo schermo, invece che verso il cielo. A giugno tutta la stanchezza si è fatta sentire, e dopo un paio di pomeriggi stesa sul divano dello studio a pensare 'non ce la faccio, devo riprendermi', ho deciso di partire per Milano, di tornare a casa per un po'. Avevo bisogno di una casa che non fosse studio, di vero silenzio e di abbracci, molti abbracci.

Sdraiata su quel divano mi sono resa conto che per due anni il colpo di fulmine non si era fatto vivo. Avevo messo in pausa le emozioni e la passione, la creatività di cui avevo bisogno, probabilmente avevano fatto qualche deviazione per interessarsi a qualcuno che le desiderasse davvero.

Cosa volevo? Cosa voglio? Chi sono adesso? Dov'è quel momento, quella scintilla? Tornerà mai?

Il mio lavoro è diventato la mia vita. Non me ne faccio una colpa, e continuo ad essere fiera del percorso che ho fatto, non fraintendetemi. Però c'è dell'altro. C'è altro al di fuori del mio studio, della città che ho deciso di definire come 'temporanea'. I giorni sono passati e ho sempre pensato che si trattasse di una permanenza finalizzata alla mia crescita lavorativa. Vivo a Roma per amore, certo, ma dal momento che 'non è la città in cui voglio vivere per sempre' non le ho mai dato davvero una possibilità e ho pensato di 'sfruttare' al meglio quel tempo e quella solitudine.

Così sono partita. Spaventata e amareggiata, con una voragine nello stomaco mai provata prima. Perché mentre costruivo un lavoro, perdevo per strada me stessa.

Per quasi due settimane ho ridotto drasticamente le ore lavorative, alternando le consegne in corso al Quattrocchi's bootcamp, un passaggio necessario per tirare a lucido la Characters Factory prima dell'inizio del nuovo anno.

Ho ricominciato ad ascoltare i miei pensieri, ad ascoltare il mio corpo e a dargli ciò di cui aveva bisogno: ho dormito e camminato tanto. Ho mangiato, passato ore in libreria. Mi sono regalata dei vestiti freschi e colorati. Ho passeggiato con Toby nel bel mezzo del temporale. Ho anche intrapreso un percorso magico e particolare con una persona che mi aiuterà a ritrovarmi. Ho pianto, tanto. L'ho fatto ascoltando la mia canzone preferita, 'Thunder Road', nel silenzio della notte, abbracciata al cuscino. Ho pianto guardandomi allo specchio e mi sono data una carezza sul viso. Ho pianto abbracciando una persona che non vedevo da tanti anni, e guardando una foto di quando ero piccola. Dietro quella foto ho scritto "ricordati che questa bambina esiste ancora, prenditi cura di lei."

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Il Quattrocchi's bootcamp era programmato da mesi, doveva essere un periodo di focus sul mio lavoro. Lo è stato, ma è stato molto più di questo. Dopo due anni di silenzio, dopo due anni di costanza e dedizione, ho deciso di cambiare qualcosa. Di prendermi cura di me, prima di prendermi cura del mio business.

Scrivo e fuori si scatena il temporale, e capisco che quel colpo di fulmine è qui, che mi sono finalmente innamorata di nuovo. Mi sono innamorata di un'idea: prendermi tra le braccia, e coccolare quella bambina dagli occhiali grandi, e ogni volta che qualcosa andrà storto, ogni volta che avrà paura le ripeterò: sono qui per te. Andrà tutto bene.

Torno a Roma malinconica ma sorridente, perché nella pianificazione annuale dei prossimi 2000 anni ho anche inserito 'prenditi cura di te'.

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