Juice for Breakfast

The Factory Diaries, 3 anni dopo ♡

Avrete notato che da qualche settimana sono di nuovo operativa e scrivo sul blog con più frequenza. I miei impegni non sono diminuiti (e va benissimo così!) ma qualche tempo fa ho deciso di riprendere in mano le redini della mia Factory, iscrivendomi ad un corso online che consiglio a tutte le bloggers creative: Il Blog Lab. Non sono mai stata una da 'less is more', diciamo più una da 'dai che ce la faccio'. Ho circa 5 to-do list in corso, due planning, due cani e tutta l'intenzione di curiosare dappertutto e stravolgermi di nuove scoperte. Questo corso era proprio ciò di cui avevo bisogno.

Qualche anno fa scrivevo su un blog molto diverso da questo: Le Petit Train de ma Jeunesse (non lo troverete più online, perché ormai l'ho reso privato da tempo). Erano diversi i post che pubblicavo e a dirla tutta ero diversa io.

Raccontavo storie tristi, scrivevo di luoghi oscuri e immaginavo vite che non avrei vissuto. La scrittura non è mai stata per me un lavoro, ma un modo per liberarmi dei miei fantasmi.

Se il vecchio blog era una raccolta dei miei incubi e delle mie paure (per quanto fosse già ai tempi impacchettato con una grafica dai colori pastello), la mia Factory è l'esatto opposto. Probabilmente se leggeste anche solo uno dei miei racconti non trovereste alcun punto di incontro.

Perché vi racconto questo? Perché dopo aver chiuso quel blog ho smesso di scrivere per tanto tempo. Una mattina mi sono svegliata e ho pensato che fosse giusto darmi un'altra possibilità. Forse alla base del mio blocco dello scrittore c'era la paura di spingermi troppo oltre, di sconfinare in un luogo abbandonato e dal quale non sarei riuscita a tornare indietro. Ero diversa perché non pensavo di riuscire a rialzarmi.

Poi è arrivata la mia Factory. La voglia di condividere l'altra metà di me, quella più 'luminosa' e ottimista, la parte di me che ho sempre tanto amato ma della quale non mi sono mai fidata completamente.

Ho deciso di fare di Juice for Breakfast il mio lavoro, e le persone che mi scrivono, quelle che decidono di affidarsi a me per i loro progetti, mi circondano di amore e di speranza per il futuro. Grazie a loro mi sono rimessa in piedi.

1

Per questa ragione ho deciso di iscrivermi al Blog Lab. Volevo dare una seconda possibilità anche al mio blog, per qualche tempo era rimasto fermo come me, in attesa di una scossa.

Grazie al corso ho avuto modo di riflettere con calma su quello che voglio davvero. Non esagero quando dico che se non mi fossi iscritta non avrei ritrovato l'entusiasmo e la magia della scrittura e della condivisione.

Sono di nuovo a casa e quel fastidioso blocco non c'è più, le mani viaggiano libere sulla tastiera e ho tanta voglia di raccontare.

Il corso è quasi terminato. C'è ancora un compito da svolgere: scrivere un post, una dichiarazione di intenti, per raccontare come immagino questo blog tra tre anni. Preparo la mia colazione, come sempre, e comincio a riflettere.

DSC03208

Tre anni sono un tempo infinito, negli ultimi tre anni la mia vita è cambiata così radicalmente che non potrei mai fare un programma a lungo termine.

Posso però immaginare la migliore delle possibilità per questo piccolo spazio online, per The Factory Diaries. Posso farmi delle promesse e darmi dei consigli da rileggere tra tre anni. Magari rileggendo questo post riderò di gusto, oppure spunterò le voci della lista e ringrazierò la quattrocchi di oggi per la buona volontà e la dedizione. Magari invece avrò deciso di cambiare mestiere, allora dimenticherò di tornare qui...ma ad essere sincera sono più che convinta che questo sia il mio posto, non ho nessuna intenzione di muovermi.

Dunque, eccoci arrivati:

DICHIARAZIONE DI INTENTI DI UNA QUATTROCCHI QUASI-BLOGGER

1. Non lavorerai MAI nello stesso posto per più di una settimana consecutiva. Se non avrai la possibilità di viaggiare come vorresti, sposta il tuo ufficio almeno una volta alla settimana. Ogni tanto lavora al parco, se il tempo lo permette (ma ricordati la crema solare, protezione 50). Trova un posto carino vicino a casa (dotato di wifi, perché va bene tutto ma senza non combineresti granché, a parte ascoltare la tua playlist di cartoni animati segreta su Spotify - ebbene sì -) e ordina una spremuta. Guardati intorno e ricorda che oltre lo schermo del computer il mondo si muove velocemente. Alza lo sguardo spesso per godere di tutte le cose belle che ti circondano. Non affezionarti ad un piano di lavoro in particolare. Sai che non ti fa bene, perché se dovesse arrivare una svolta imprevista nella tua vita poi ne sentiresti la mancanza.

2. Non cancellare i vecchi post, non cancellare le tracce di te che hai lasciato. Quando avrai voglia di riscoprirti sarai felice di non averlo fatto (ti concedo solo revisioni se hai commesso qualche errore. In tal caso intervieni immediatamente!).

3. Ricorda che il tuo blog non è il tuo lavoro. Trattalo bene, abbine cura. Scrivi solo quando hai qualcosa da raccontare, quando hai voglia di condividere un pezzettino della tua vita e fallo sempre in modo sincero.

4. Non trasformare la scrittura in un semplice strumento promozionale. Per te è sempre stata terapeutica e oggi quando scrivi un post ti senti felice. Continua a farlo per sentirti felice.

5. Scrivi di tutto, non precluderti racconti solo perché i tuoi lettori si aspettano altro.

6. Prenditi una pausa ogni giorno, per camminare nella tua città, per assaggiare qualcosa di buono, per goderti il silenzio ad occhi chiusi. Rigenerati e poi torna al lavoro, ti sentirai meglio.

7. Scatta tante fotografie (possibilmente, se non l'hai fatto in questi ultimi tre anni, comprati una macchina fotografica come si deve e impara ad usarla!) e non esagerare con Photoshop. Raccogli i tuoi scatti e fanne tesoro. Se sei ancora registrata su Instagram e hai finalmente capito come si usano gli hashtag (alleluja!) impara a tenerti qualche scatto solo per te, soprattutto se quel momento è solo tuo. Puoi fare a meno di 48 like e 2 commenti, non è quello il punto (a proposito, ci sei arrivata o no a 1.000 followers? 'Na faticaccia eh?)

8. Guardati intorno. Leggi nuovi libri, scopri i blog degli altri. Sii vorace, ma non ingorda. Ogni giorno dedica almeno un'ora del tuo tempo alla lettura, la tua scrittura ti ringrazierà. Se non l'hai ancora fatto ritrova o ricompra quel libro di Banana Yoshimoto che hai perso. Adesso ci tieni tantissimo a finirlo ma probabilmente te ne dimenticherai un'altra volta, quindi ho pensato di scriverti un reminder già che ci sono.

9. Ricordati di fare colazione a computer spento. Ultimamente è difficile ma quei 20 minuti al giorno sono i 20 minuti più belli della giornata.

10. Raccogli feedback, consigli e critiche. Prendi i complimenti e ringrazia, poi archiviali e appendi su una bacheca davanti a te tutte le critiche. Sono quelle che ti faranno crescere. Sono quelle che ti aiuteranno a migliorare. (Ovviamente se mai dovesse scriverti Oliver Jeffers dai fuoco al mucchio di critiche ed incornicia le sue parole, va bene uguale, vai tranquilla!)

Ecco fatto. Direi che questi sono i 10 punti fondamentali che vorrei rispettare. Non riesco ad immaginare questo blog tra tre anni ma mi piace pensare che sarà ancora lo stesso posto magico che è oggi per me. Vorrei poter lavorare sulla scrivania della mia casetta in mezzo al bosco. Se non fosse possibile, sono certa che troverò un luogo altrettanto accogliente e tutto mio (anche se mi dispiace rinunciare al torrente e al prato per i picnic), e continuerò a lavorare con la stessa passione e con lo stesso amore di oggi.

4

Il mio piano di lavoro è già cambiato e anche se per adesso è provvisorio...sono felice di scrivere questo post da una città diversa dalla mia, ancora sconosciuta e allo stesso tempo già così familiare.
A settembre, se tutto va bene, sarà online la mia nuova Factory, e comincerà per me l'avventura più grande di tutte ma questa…è un'altra storia, ve la racconterò al momento giusto.

1

Per me non sono importanti le 5 stelle del compito, ora.
Sono già felice così. Oggi sì, sono felice perché sono esattamente dove dovrei essere. Sto di nuovo scrivendo. Riesco di nuovo a sentire i miei pensieri.


Quattrocchi sul campo da rugby ♡

Buongiorno Juice Drinkers!

Vi avevo promesso spiegazioni per la mia assenza degli ultimi mesi, e dal momento che sono una quattrocchi di parola, eccomi qui, mani sulla tastiera, a raccontarvi tutto quanto.

Il motivo delle chiamate senza risposta, delle email mancate e della scarsa manutenzione del mio sito (devo ammetterlo, ho trascurato per qualche tempo la mia amata Factory, ma ho in serbo grandi sorprese per settembre) ha un nome: InnovAction Lab. Detta così, lo so, sembra una cosa malvagia, una misteriosa entità che si è impadronita del mio tempo, delle mie energie, e ha fatto sì che trascurassi i miei characters. Tutt'altro, ve lo posso assicurare.

Il 29 marzo, verso le 4 del mattino, mi rotolavo nel letto in preda ad una crisi mistica senza precedenti. Sì, perché qualche settimana prima avevo inviato la mia application per questo percorso formativo e ce l'avevo fatta.

Prima di cominciare a raccontarvi cosa ho dovuto passare negli ultimi tre mesi, vi spiego in breve di cosa si tratta: InnovAction Lab è il primo corso che ti permette di portare la tua idea davanti agli investitori.

"Ma non disegni pupazzetti?" - questa la domanda ricorrente quando cercavo di spiegare il percorso che avrei intrapreso alla maggior parte delle persone.

Ad ogni modo il 29 marzo InnovAction Lab avrebbe avuto inizio. La prima sfida? Il team building. Ora, come potrete immaginare non sono mai stata una grande sportiva, e certamente non avevo mai visto una palla da rugby dal vivo prima di quel giorno. Dal momento che ho una forte propensione all'autolesionismo ho deciso di lanciarmi nella mischia (o meglio, di farmi trascinare nella mischia) con gli occhiali sul naso. Compresa la minaccia imminente ho dovuto rinunciare a qualche diottria e togliermi gli occhiali.

Un momento di silenzio per immaginarvi la scena. Io che corro senza vedere un accidente, cercando di difendermi da un centinaio di sconosciuti (mai visti prima) e il tutto concentrandomi per non scivolare sull'erba, davanti a tutti. Perché si sa, su una cosa sono veramente brava, cadere per terra, davanti a tutti.

Per comprendere al meglio la prima giornata di InnLab vi lascio guardare il primo di una serie di video:

http://www.youtube.com/watch?v=fjbOlhJSURA
Come avrete capito lo scopo della prima giornata non era quello di far fuori le schiappe come me, ma quello di dare la possibilità a tutti i partecipanti di conoscersi, scontrarsi e confrontarsi. Qualcuno aveva già un'idea di partenza e si aggirava impavido alla ricerca di un team vincente per dar vita a qualcosa di importante.

Poi c'erano quelli come me: timidi e leggermente sotto shock per la mattinata. Ferite di guerra a parte, anche io mi sono messa alla ricerca di un team, e così ho incontrato Elisa.

Alla fine della giornata sapevamo già che avremmo creato qualcosa insieme, che dovevamo per forza fare team.

Mi sono soffermata su questa fase in particolare perché è stata fondamentale. Prima del 29 marzo non avevo mai preso in considerazione l'ipotesi di uscire dalla mia comfort zone per buttarmi a braccia aperte nel vuoto. Sì, avevo sognato un viaggio all'estero, esperienze lavorative fuori dal mio ambito. Lavorare freelance è una sfida continua, è vero, ma tutte le responsabilità, le fatiche e le sfide riguardano solo te e difficilmente ti metti in gioco al 100%, perché la paura sbagliare e le conseguenze peseranno solo sulle tue spalle.

In questo caso potevo finalmente contare su altre persone, su una vera e propria rete di ragazzi motivati, senza paura e con tutta l'intenzione di arrivare fino alla fine, lividi compresi.

Conoscere un centinaio di persone con la voglia di mettersi in gioco mi ha dato una carica che non avevo mai provato prima.

Una volta formato il team (la parte più difficile del percorso, in assoluto) è cominciato il vero lavoro. Amo scrivere papiri e raccontare gli affari miei, ma in questo caso riassumerò il percorso per punti, perché InnovAction Lab dovete viverlo, raccontarlo non basta.

Challenge #1: Team building
Challenge #2 e 3: Idea and Mentor
Challenge #4: Business model
Challenge #5: Pitch
Challenge #6: Pitch. Reloaded

Se vi siete presi un'oretta per guardare tutti i video con calma e per dare un'occhiata al sito web dell'organizzazione, avrete capito che non si tratta di un gioco e non si tratta nemmeno di una semplice voce da aggiungere al CV.

InnovAction Lab è un'esperienza di vita vera e propria, che ti spinge al limite ogni giorno, senza eccezioni. Scadenze, problemi reali, nottate al computer e prove da superare. Cosa c'è di diverso da un qualunque corso universitario, vi chiederete? Per quanto mi riguarda questa avventura non ha nulla a che vedere con il mio percorso di studi. Ogni giorno passato a lavorare ha messo a dura prova la mia testa e anche il mio fisico. Dar vita ad una startup e portare avanti il lavoro allo stesso tempo non è stato facile. Quando ho assistito alla presentazione del corso l'avevano detto: "ogni giorno vi domanderete…ma chi me l'ha fatto fare?". Così è stato. Giorno e notte a dannarmi perché pensavo di aver fatto uno sbaglio. "Ma che ci faccio qui? Non potevo continuare a disegnare pupazzetti?".

La verità è che nonostante i dubbi e le incertezze tornerei indietro e ripeterei tutto altre mille volte.

InnovAction Lab mi ha insegnato cose che non pensavo avrei imparato. Ho imparato a lavorare davvero in team, a scontrarmi con chi la pensava in modo diverso, ad accettare le critiche e a farne tesoro senza esclusione di colpi. Ho imparato che è sbagliato innamorarsi della propria idea e che per far crescere un progetto è necessario cadere, e in fretta. Sbagliare di continuo ti aiuta a migliorare, anche quando tutto ti sembra perfetto devi fare dieci passi indietro e riconsiderare la visione completa.

Ho anche imparato a fidarmi degli altri, ad ascoltare davvero e, cosa più importante, ho cominciato a credere in me stessa. Da quella prima giornata di team building tante cose nella mia vita sono cambiate in meglio.
Non solo ho trovato nuovi amici ma ho scoperto un mondo fuori dal mio angolo sicuro, pronto ad accogliermi come fossi di famiglia.

Makeit Land è il risultato di questo percorso, il nostro amato progetto.

10527256_1537831336446892_4012566616450442133_n

http://www.youtube.com/watch?v=YBeDmCv76N4
Alcuni di voi ne hanno già sentito parlare, ma oggi non volevo semplicemente raccontarvi un progetto come faccio di solito, volevo raccontarvi il percorso che mi ha dato la possibilità di realizzarlo.

Potrei andare avanti altre due ore a scrivere, invece chiudo qui il romanzo del giorno e vi lascio con un consiglio. Iscrivetevi alla prossima edizione di InnovAction Lab. Ve lo prometto, vi cambierà la vita.

La vera avventura comincia ora. Da oggi porterò avanti tutti i miei progetti e la mia Factory con uno spirito diverso, oltremodo positivo e allo stesso tempo più autocritico. Questi tre mesi per me hanno fatto la differenza. Se ci crederete, faranno la differenza anche per voi.

Ah, tutto ciò è gratis, l'ho già scritto?
Vi diranno che "non ci dovete niente, nemmeno la vostra gratitudine". Io invece provo un'immensa gratitudine per le persone che hanno reso possibile tutto questo, perché senza di loro avrei continuato a dormire nel mio magico mondo di zucchero filato e non avrei compreso il valore di una sfida come questa.

In gergo InnLab, non avrei fatto una beneamata mazza.

Bravissimi tutti, e un ringraziamento speciale ad Elisa, prima compagna di team e ora anche amica ♡


Juice for Breakfast per Pompom Chic! ♡

Riconoscete lo stile di questa incantevole ragdoll? Qualche tempo fa, qui su The Factory Diaries, vi raccontavo di aver conosciuto Eliana di Pompom Chic. Eliana è una creativa con la passione per il crochet e per i...pompom! Naturalmente quando ho visto le sue bambole per la prima volta mi sono perdutamente innamorata del suo stile: romantico, unico e a dir poco magico. Le sue creazioni sono poesia allo stato puro, e mi ricordano quanto sia importante fermarsi ad osservare le cose belle, sorridere per quelle piccole e divertirsi con quelle semplici. Sono davvero felice di aver lavorato con lei al suo nuovo logo e ad una piccola corporate image per il suo marchio. Di solito realizzo le mie illustrazioni in vettoriale/digitale, ma questa volta ho deciso di lavorare a mano, con china e pennino :) Tutti le creazioni di Eliana sono 100% handmade, realizzate con estrema cura e grande attenzione per i dettagli.

Volevo creare un logo che rispecchiasse la sua filosofia e soprattutto che richiamasse l'atmosfera creata delle sue bambole, così speciale e dallo stile inconfondibile. La cosa che preferisco? Le guanciotte dipinte a mano sul tessuto, e ovviamente i piccoli pompom applicati alle cuffiette e ai vestiti delle bambole. Correte subito a dare un'occhiata al suo blog e non dimenticatevi di seguire Pompom Chic su Instagram, un piccolo angolo incantato che vi farà riscoprire la poesia del fatto a mano. Come me, non potrete più farne a meno e tornete bambini per un po'! ♡

P.s. non ho proprio resistito ed ora anche io ho la mia bambola (naturalmente in versione quattrocchi!)

10362328_525010194300033_1454483623_n 10375683_1505967829618662_1100948793_n 10413073_597856773661637_1888347004_n 10453984_660103734057907_1143184931_n 10467947_296020683898727_1137563090_n 10471987_1504084766469725_485938447_n 10475184_258008021058921_1961677897_n 10488646_787529127934328_1931569952_n


Ritratti da favola, piccola preview ♡

Questo è stato un weekend davvero speciale: abbiamo presentato per la prima volta il progetto Ritratti da Favola - la magia in un click! L'evento era Baby Land - La città della Gioia, organizzato da Hello Baby (asilo e scuola bilingue 0-6) in collaborazione con Discoli & Pupette. La location era la Cascina Cuccagna, una vera e propria cascina urbana abbandonata e recuperata per ospitare eventi culturali, laboratori e molto altro.  Se non ci siete mai stati dovete proprio rimediare, anche solo per una colazione :)

Tra i partners e gli espositori c'erano tanti amici, alcuni conosciuti al Kids Factory tra cui Yellow Sound e Learn with mummy. Tante attività per i bambini, prodotti di alta qualità e allestimenti da sogno per un weekend decisamente colorato e pieno di allegria, nonostante il brutto tempo!

E poi c'eravamo anche noi, il team di Ritratti da Favola! Che dire? La nostra avventura è cominciata alla grande. Dario ha saputo catturare sorrisi e risate dei piccoli visitatori, sul meraviglioso set che ha preso vita in pochissimo tempo, tra soffici nuvole, aeroplani di cartone e pupazzi giganti.

Sono fiera di fare parte di questa magia insieme agli altri creativi che l'hanno resa possibile! Dario Agrillo - Photo, Loko - noi capiamo un tubo, Mostracci e Bobo e Co.

Ci aspettano nuove avventure, e non vediamo l'ora di condividerle con voi :)

924385_317225508436212_1780533868_n 10349826_260350280819842_644602647_n 10349836_568369116616397_649777022_n 10414014_772284662815357_1957395891_n 10424572_238916622968389_1834311859_n 10431857_318352968323707_828598322_n 10431862_788933751146670_1528219630_n 10453888_300670483433126_1232227713_n 10454024_646379265440191_1523079433_n 10475079_1439288942998455_1753061754_n 10488734_250513101816624_1437040091_n 10488770_1427069420899879_1364705586_n