Diario

Quattrocchi arrabbiate ♡

Oggi torno su The Factory Diaries con un tono ed un argomento un po' diversi dal solito. L'esordio sarà secco. Freelance non vuol dire idiota.

Da due anni porto avanti il mio lavoro con lo stesso entusiasmo del primo giorno.

Intraprendendo questa strada ero assolutamente consapevole dei rischi, delle fatiche e delle sfide che avrei dovuto affrontare.

Allo stesso tempo tutti i difetti del lavorare da libera professionista sono passati in secondo piano rispetto ai successi, l'emozione di veder nascere progetti speciali e la gentilezza incredibile della maggior parte dei miei collaboratori, clienti ed amici.

Oggi ho letto questo articolo su C+B (la mia bibbia!). Mi sono preparata una tazza di tè e mi sono seduta alla mia nuova scrivania per fare un bilancio degli ultimi 12 mesi. La lista delle cose positive supera di gran lunga la lista delle cose negative, e ne sono davvero felice.

Il bilancio è stato meno disastroso del previsto ma non basta per farmi passare l'amaro in bocca dopo un risveglio abbastanza irritante.

Non sono l'unica ad avere a che fare con clienti complicati (talvolta quasi esasperanti!), e difficilmente me ne lamento perché sono una persona estremamente paziente e comprensiva. Oggi però le cose sono diverse, oggi mi lamento per tutte quelle volte che non l'ho mai fatto.

Signori e signore, ecco il decalogo delle cose che non dovete fare se volete che la quattrocchi non si arrabbi!  Eh sì, perché anche le quattrocchi ogni tanto si arrabbiano. Ecco perché:

1. Se l'oggetto della vostra email è scritto tutto in maiuscolo e compare almeno una volta il termine 'URGENTE' sappiate che state mettendo a dura prova il mio equilibrio psico-fisico. SE POI TUTTO IL TESTO DELL'EMAIL CONTINUA CON IL MAIUSCOLO ATTIVATO…disattivatelo. Ve ne sarò eternamente grata.

2. Non disprezzo chi mi scrive un 'Cara Giulia, scusa se…' prima di continuare con 'devi farlo adesso per stasera'. Di venerdì sera. Alle 20.00. Se poi proprio ve la sentite, potete anche aggiungere un grazie all'ultima riga. Sì agli smile da ruffiani, sì a una gif con gattino che mi ringrazia, no al messaggio su whatsapp per dirmi che mi avete spedito un'email (senza gattino che ringrazia).

3. Non sono obbligata a regalarvi il mio tempo. Apprezzo molto chi mi segnala le proprie pagine e il proprio lavoro, soprattutto se questo tipo di pubblicità e scambio di interesse rispetta le basi della buona educazione e viene fatto in modo intelligente. Inviarmi 5 link via email chiedendomi un like senza salutarmi o presentarvi non farà della vostra pagina una pagina di mio interesse.

4. Anche io ho una pausa pranzo, ebbene sì! Di tanto in tanto mi capita di mangiare, se tutto va bene dalle 13 alle 14, perché sono una persona abitudinaria. Allo stesso modo mi capita (qualche volta!) di andare a dormire. Se non vi rispondo alle 23 e non vi ridimensiono l'header - entro le 23.55 - 'perché penso sia meglio dare il buongiorno ai miei followers domattina all'alba che poi vanno tutti a scuola/lavoro' cercate di capire. Non dovete farlo per forza, ma almeno provateci.

5. Le mie illustrazioni non sono souvenir. Se passate sul sito della Factory o sul mio blog e vi piace qualcosa, non potete prenderlo come si fa con un fiore di campo a Valtournenche e farne ciò che volete. Se poi pubblicate su Instagram la foto dell'illustrazione che avete stampato ed incorniciato e mi taggate, sappiate che lo state facendo nel modo sbagliato. Se pubblicate su Instagram la foto dell'illustrazione che avete stampato, incorniciato, impacchettato e regalato alla vostra amica che si è appena laureata - e non mi taggate - la mia ira si abbatterà su di voi senza pietà. (Ebbene sì, cose che sono capitate).

6. Se vi chiedo i dati per l'intestazione di un preventivo (vi rassicuro pubblicamente) non entrerò di soppiatto in casa vostra per rubare la collezione di cigni di cristallo sul camino. Non indosserò una mascherina/tutina nera cercando di hackerare il vostro conto in banca. Non vi farò lo scherzo del secolo ordinando 400 pizze da recapitare al vostro indirizzo. Non rapirò il vostro gatto e non copierò la disposizione delle assi di legno del vostro parquet per fare foto su Instagram più fighe delle vostre. Inviatemi serenamente i dati che vi chiedo e presto sarà tutto finito. Promesso!

7. A proposito di preventivi, su quelli che preparo ci sono delle scadenze, di solito più che ragionevoli. Se ho consegnato il lavoro ad agosto e voi l'avete gioiosamente confermato e tornate da me ad ottobre per fare delle modifiche 'perché mi sono reso conto che boh, non mi convince troppo, mia suocera dice che è troppo verde' sicuramente dovrò prepararvi un nuovo preventivo. Se riuscite a stupirvi per questo insegnatemi come si fa, perché non saprei davvero da dove cominciare. Dite a vostra suocera che se per lei 'è troppo verde' possiamo farlo rosso o del colore che le piace di più per 80,00 €. Per 50,00 € se la sua parmigiana è più buona di quella che prepara mia madre.

8. Adoro collaborare con altri creativi, anche se la parola collaborazione ultimamente è leggermente inflazionata. Cerchiamo di fare chiarezza: se mi chiedete di illustrare una vostra storia per regalarla a vostro nipote (for free) non è una collaborazione. Se mi chiedete di preparare un quadro per la vostra cucina (for free) promettendomi visibilità perché 'ma sai quanta gente passa nella mia cucina? Faccio delle torte che guarda…' non è una collaborazione. Se mi chiedete di realizzare loghi, illustrazioni, volantini, e chi più ne ha più ne metta, per la vostra attività promettendomi un cesto regalo con i vostri prodotti…non è una collaborazione (a meno che voi non siate Disney Pixar, Nutella, Tiffany oppure Paperchase -sì, ci sono cose per cui vale la pena abbandonare i propri ideali-).

9. Se vi volete bene non scrivetemi che vorreste lo sconto del 70% perché 'capirai, alla fine anche tu Juice for Breakfast lo fai per passione, sai quanto è difficile avviare un'attività!'. Ecco, appunto. Vi suggerirò cordialmente di aprire il vostro shop su Etsy con tutti i vostri prodotti scontati del 70%. Anche quelli che vi sono costati due mesi di lavoro. Capirai, alla fine chiuderete baracca nel giro di una settimana!

10. Ed eccoci arrivati alla fine (ora mi sento molto meglio!) Quando ci incontreremo, se accadrà, sorriderò e mi presenterò. Quando sentirete la parola 'freelance' abbiate pietà di me ed evitate una o tutte le reazioni elencate di seguito:

a) Ah, capito. Ma quindi che lavoro fai?
b) Ah, capito. Non pensi mai di fare un lavoro vero? (true story)
c) Sì che poi ora sono tutti freelance, ma potete anche dirlo che non c'è lavoro, siamo in un momento di crisi eh! Poi voi giovani sapete inventarvi di tutto però non è che così si risolve…(blablabla sproloquio senza fine sulla crisi).
d) Ah, mi dispiace.
e) Vabeh dai, andrà meglio tra qualche anno!
f) Ah.

Ecco fatto. Ho davvero scritto tutto. Il mio tè è finito, la tensione sparita. Certe volte capita di doversi sfogare. Ovviamente ogni riferimento a cose/fatti/persone in questo post è puramente casuale (…), e vi chiedo di prendere le mie parole con un sorriso :)

Proprio il sorriso è l'arma migliore per affrontare queste giornate che cominciano con email antipatiche, senza buongiorno. Questa settimana finisce così, con un super sorriso per quello che è stato e che sarà, sperando di aver fatto sorridere anche voi…almeno un pochino.

Un abbraccio dalla vostra quattrocchi (che ora non è più arrabbiata ♡)


What's in my bag? ♡

Buongiorno juice drinkers! Oggi torno su The Factory Diaries per raccontarvi una mini-porzione di affari miei! Yeeeh! Ho scoperto il tag #whatsinmybag tempo fa e l'ho subito adorato. Noi ragazze amiamo curiosare dappertutto e per qualche strana ragione cosmica (sono sicura che ci siano spiegazioni ragionevoli e non necessariamente riconducibili ad un disturbo di cleptomania latente) adoriamo scoprire cosa c'è nelle borse delle nostre amiche. Uomini, ecco la risposta alla vostra frequente domanda "ma che cavolo ti porti dietro?! Manco Mary Poppins": noi ragazze cambiamo spesso il contenuto della nostra borsa (e cambiamo spesso borsa!), e per quanto mi riguarda il contenuto della mia rispecchia il mio stato d'animo della giornata. Quel che vedrete in questo post è il contenuto della mia borsa di oggi (sono decisamente di ottimo umore!). Sono uscita per una breve passeggiata sotto il sole romano, per fare colazione e per conoscere meglio il mio nuovo quartiere :) Non lasciatevi ingannare dalla dimensione della mia mini satchel bag, è davvero capiente :P

1a 2a DSC03670

Quindi, what's in my bag?

1. Succo di uva e mirtilli (lo adoro, anche se questo in particolare contiene solo il 20% di frutta, purtroppo oggi ho trovato solo questo in bottiglia ç.ç)

2. Barretta al sesamo (soffro di inquietanti attacchi di fame nei momenti più impensabili!)

3. Mini asciugamani di Kutsushita Nyanko (io l'avevo comprato a Londra qualche anno fa, vicino a Camden Town, ma qui potete trovare un sacco di prodotti adorabili della stessa linea!)

4. Mini block-notes a forma di riccio , acquistato l'anno scorso da Accessorize (mi sento quasi in colpa ogni volta che ci scrivo sopra, vorrei tenermelo per sempre!)

DSC03646

5. Kindle ♡ Non riuscivo a trovare una custodia che mi piacesse, poi mi sono innamorata di quella che vedete, di Zuccastregata. In realtà la custodia è del formato di un i-pad mini, ma è comodissima per auricolari, piccoli cavi e per fogli volanti! Tenete d'occhio lo shop online, magari la inseriranno nel catalogo.

DSC03658

6. Inutilissimi ma deliziosi bigliettini d'auguri! Li ho comprati a Milano qualche mese fa, in un negozio di casalinghi vicino a casa. Sono rimasti nella mia borsa per un bel po' e oggi, svuotandola, li ho finalmente ritrovati!

4

7. Telefono

8. Portafogli

9. Porta tessere, il mio preferito! Se non conoscete Paperchase, rimediate subito, è un vero paradiso :)

DSC03649

10. Biglietti da visita

11. Occhiali da sole

12. Penna di Rilakkuma (non proprio originale :D) e astuccio con un carinissimo pattern a gufetti (Accessorize)

13. La mia mini quattrocchi (è quella che vedete ogni tanto nelle mie foto su Instagram!)

14. Borsa di tela

16. Fermacapelli e mini-spazzola

Ecco qui, direi che è tutto! Oggi non ho portato con me altre cose che di solito porto sempre, ad esempio la trousse dei trucchi e il computer :) A questo punto, dopo aver analizzato il contenuto della mia borsa mi rendo conto di avere un serio problema con i characters :D Di solito tiro fuori le cose una alla volta, mai tutte insieme, e solo ora mi rendo conto della quantità di personaggi che abitano la mia borsa! In pratica mi porto dietro una mini-characters factory ogni volta che vado in giro!

Quando si dice "non portare il lavoro a casa"...io me lo porto dappertutto ♡

Un abbraccio dalla vostra quattrocchi, ci rivediamo presto!


La mia Frida Kahlo ♡

Buongiorno Juice drinkers!

Vi avevo promesso un post dedicato a Frida, la mia artista preferita. Non sono l'unica ad amare le sue opere e sicuramente buona parte di voi già conosce la sua storia. Non sono qui per riassumerla, e nemmeno per recensire la sua mostra (che ho visitato qualche settimana fa, qui, a Roma). Sono qui per raccontarvi come ho vissuto la scoperta del suo lavoro.

Non sono mai stata una grande fan della storia dell'arte (intesa come materia scolastica). Per prima cosa il libro che utilizzavamo al liceo aveva un formato a dir poco irritante: era quadrato, pesante e le pagine erano lucide. Per i collezionisti di evidenziatori: ci siamo capiti, nessuna soddisfazione.

Il problema non era solo quello, ovviamente. Non si può interpretare fedelmente il lavoro di un artista senza averlo prima conosciuto, questo è sempre stato il mio pensiero. In linea teorica avrei potuto interpretare a modo mio i colori, la composizione e il tema di un quadro o di una scultura, naturalmente conoscendo il background dell'artista e la sua storia. Pensieri di una liceale che cercava giustificazioni per le poche ore di studio dedicate all'argomento, diciamo la verità. In ogni caso non mi sono mai completamente fidata della prima analisi di un'opera sui libri di scuola, allo stesso tempo non provavo nemmeno tutto questo interesse ad approfondirne le verità e gli eventuali errori.

Sul libro del liceo la pagina dedicata a Frida era una sola, mi pare di ricordare. Non abbiamo mai trattato l'argomento.

Così Frida è passata inosservata, silenziosa. Non pensavo l'avrei incontrata di nuovo...ma è successo. Durante il terzo anno di Accademia è ricomparsa sul libro, quasi con uno sguardo quasi di sfida, come se mi stesse dicendo 'stavolta avrò la tua attenzione'. C'era qualcosa nei suoi autoritratti che mi infastidiva. Non conoscevo bene la sua storia e guardando le sue opere la prima sensazione era quella di una donna arrogante che mi fissava con aria di superiorità.

Io ero quella che, da sempre, 'Modigliani, lo adoro!'. Forme stilizzate, allungate e sguardi vuoti. Mancava qualcosa ai suoi ritratti, eppure li trovavo rassicuranti. Forse la loro incompletezza lasciava per me spazio all'interpretazione, questo mi faceva sentire a mio agio, avevo il permesso di giudicare e di farmi un'opinione. Lo sguardo di Frida, al contrario, era fermo, senza paura. Le mie interpretazioni, davanti a lei, si sgretolavano con un pizzico di vergogna e riverenza e finalmente cominciavo a mettermi in discussione.

Così, sfogliando di sfuggita qualche altra pagina su di lei, ho deciso di accettare la sfida e di indagare su quello sguardo, per cercare di comprenderne le motivazioni. Il fine non era più l'esame, ma una conoscenza più profonda di un'artista che aveva catturato la mia attenzione come nessun artista aveva fatto prima.

Frida ha conquistato una parte di me, per la sua storia e per il modo in cui ha deciso di raccontarla. Solo in questo caso ho smesso di giudicare e mi sono fermata ad ascoltare, ad osservare. Senza pregiudizi, senza più mettere in discussione il suo sguardo.

Ho sempre visto le sue opere sui libri, sul web. Poi, finalmente, le ho viste anche di persona. Non vi dirò che sono meravigliose, che se vincessi alla lotteria farei razzia dei suoi quadri per dedicarle un salone del mio castello. Nel silenzio della visita ho provato una velata tristezza. Sogni mancati, un dolore quasi palpabile, amore dato e perduto, ancora e ancora. Le sue opere non sono fatte per stare appese al muro di un museo, uno qualsiasi, o almeno questa è stata la mia sensazione. Ho chiuso gli occhi e le ho immaginate accatastate accanto alle pareti della Casa Azul, prima che diventasse a sua volta un museo. Profumo di fiori e posti diversi. Una leggera malinconia e allo stesso tempo un'incontenibile voglia di conoscere, fermarmi, osservare e ripartire.

La Frida Kahlo che ho conosciuto mi ha insegnato che il dolore non è di un solo colore, che anche quando ci sembra di non poterci muovere, quando il respiro è spezzato e le emozioni così contrastanti ed incontenibili, possiamo utilizzare una tela più grande. Nessuno ci impedirà di guardare il mondo a testa alta, nonostante tutti gli sbagli e le contraddizioni che ci hanno reso vulnerabili ed allo stesso tempo così...invincibili.

Ed ecco qui una micro illustrazione dedicata a Frida. Non sarò mai in grado di racchiudere in un disegno quel che vi ho raccontato e nemmeno la sua storia, ma ci tenevo tanto a realizzarla.

frida illustration

Se anche voi volete approfondire, vi consiglio di leggere il suo diario (lo trovate qui). Ai tempi del mio esame avevo anche visto Frida, il film, che ha riscosso un notevole successo e che racconta la vita dell'artista, ve lo consiglio :)

http://www.youtube.com/watch?v=uOUzQYqba4Y

Tornerò presto con una nuova rubrica,

a presto!