Diario

Sulla paura, quel mostriciattolo ♡

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Buongiorno quattrocchi, oggi pubblico un post decisamente inaspettato. Lo è anche per me. Tutti i post che pubblico qui fanno parte di una pianificazione, più o meno strutturata. Seguo un calendario e un micro piano editoriale, dedicando giorni specifici alla stesura e alla realizzazione dei post. Oggi però è successa una cosa strana (e bellissima): dopo tanto tempo ho sentito il bisogno di scrivere, anzi, l'urgenza di farlo. Tutto è cominciato con qualche riga. Sto leggendo da circa una settimana 'Diario di un corpo' di Daniel Pennac, e sono inciampata in queste parole:

Eppure sento che ho ancora le vertigini: puoi padroneggiare le vertigini, ma non le sconfiggerai mai.

Amo leggere e spesso piego gli angoli delle pagine perché qualcosa mi colpisce. Stavolta mi è quasi sembrato di leggere un mio pensiero, vi è mai capitato? Ecco, quel pensiero che non ho mai pronunciato ad alta voce. Un po' perché nel mio piccolo spero sempre di poter sconfiggere le mie 'vertigini', un po' perché ho paura di rendere tutto più reale parlandone ad alta voce.

Le mie 'vertigini' sono cominciate al liceo. Ho sempre avuto uno spirito creativo, sin da quando ero piccola. Spesso mi prendevano in giro per questo (e per gli occhiali naturalmente!) e non è stato facile convivere con tutte le idee che mi frullavano in testa. Certe volte inciampavo correndo, nel tentativo di raggiungerle.

Dopo il primo attacco di panico (ci sono tanti nomi per questo disturbo, io l'ho sempre chiamato tra me e me il mostriciattolo) ho cominciato a provare una sensazione nuova che non avevo mai provato prima: la paura. Paura di cosa? Più o meno di tutto, ma per cominciare paura degli spazi particolarmente affollati e di quelli da cui difficilmente sarei riuscita a fuggire in caso di pericolo (pericolo de che, poi?). Perché avevo di colpo paura della mia classe, della metropolitana e dei ristoranti? Perché la prima volta che ho incontrato il mostriciattolo lui se ne stava seduto accanto a me al ristorante e si gustava al posto mio il mio cocktail di gamberi, mentre io sudavo freddo e mi sentivo soffocare. Dopo quella volta ho associato a quel luogo la sua fastidiosa e spaventosa presenza.

La mia vita è cambiata.

Non mi sentivo più 'normale', perché i gesti più ordinari per me si erano trasformati in imprese titaniche. Tralasciando i motivi che hanno scatenato in me la paura (grazie tante ai responsabili di questa spassosissima parentesi della mia vita, mi dovete un cocktail di gamberi e qualcosa di più), quel che mi premeva non erano tanto le ragioni, ma le soluzioni per uscirne.

Inutile dire che lungo la strada ho incontrato persone che come me soffrivano degli stessi sintomi, persone che mi hanno consigliato intere pareti di rimedi naturali, persone che hanno ascoltato la mia storia e persone che l'hanno sottovalutata.

Insomma, una strada decisamente complicata. A volte mi sentivo a terra che nemmeno Artax nella Palude della Tristezza, a volte mi sentivo di nuovo forte, in grado di affrontare tutto (anche questo).

La paura, comunque, non se n'è mai andata: la mia costante. Per tanto tempo ho cercato di combatterla per sconfiggerla. L'ho fatto scrivendo, raccontando i miei mostri e nascondendomi dopo averlo fatto. Perché oggi vi racconto tutto ciò? Perché infrango le regole del personal branding per mostrarvi il lato più fragile di me? Perché in questi giorni il mostriciattolo è tornato, solo per un attimo. L'ho sentito sghignazzare nel cuore della notte, quando i pensieri e le responsabilità si sono accumulati nella mia testa. Alcune persone mi hanno detto che 'deve essere bellissima la tua vita, per creare personaggi così colorati!'. AAAH BEH. MAGGICA.

Scherzi a parte, sono qui perché ho sentito il bisogno di raccontarvi un aspetto di me che ancora non conoscete, ma che è parte di me. La paura ha rovinato alcuni momenti importanti della mia vita, ha distrutto alcuni sogni che non potrò più realizzare, mi ha fatto nascondere da tutti quando ciò di cui avevo bisogno era l'esatto contrario. Quel maledetto mostriciattolo si è preso quei momenti che non potrò più riavere.

Però. Però le cose sono cambiate. Sono cambiate quando mi sono resa conto che non potevo sconfiggerlo. Potevo solo controllarlo. Così ho imparato (ma sto ancora facendo pratica, è dura davvero) a trasformare la paura in adrenalina. L'ansia in aspettativa. Grazie alla paura oggi sono qui, fiera del mio lavoro, di quel che ho creato nonostante tutto.

Devo ancora perfezionare la tecnica, il concetto però è chiaro. Quando qualcosa fa parte di te, per quanto possa sembrare terribile (e nonostante si mangi i tuoi gamberetti), devi imparare a conviverci.

Così oggi vi mostro un character che non ho mai mostrato a nessuno. Vi presento il mostriciattolo in persona. Quando torna da me, posso guardarlo e dirgliene quattro.

Ci tenevo a presentarvelo, perché è reale e perché questo groviglio di pensieri negativi, paura e tristezza...lui è il motore di tutto. L'avreste mai detto? Grazie a lui è nato il mio mondo dai colori pastello. E un giorno, lo so, riuscirò a trasformarlo da così:

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a così.

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P.s. vi consiglio il libro di Pennac, io sto leggendo la nuova edizione illustrata, e questo libro per me è speciale.

P.p.s. se anche voi avete un mostriciattolo nella vostra vita e vi va di presentarmelo, sarò felice di conoscerlo e di preparargli un cappellino da festa.


Planning power ♡

Buongiorno quattrocchi! Oggi torno all'attacco con un post che volevo pubblicare da un sacco di tempo :) Il 2014 è quasi finito e stavolta non volevo farmi trovare impreparata per l'anno nuovo. Lavorare freelance significa imparare a gestire orari, incastrare appuntamenti, volare da una parte all'altra della città in pochissimo tempo e soprattutto...ricordarsi le consegne! Ve lo dico sinceramente: un'agenda non mi basta. Per sopravvivere alla vita che faccio ho bisogno di molto, MOLTO di più. Ho bisogno di un'agenda, un calendario, uno sketchbook e una quantità illegale di post-it. Ora vi racconto cosa ho combinato, buona lettura! :)

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Durante l'ultimo anno ho pianificato le mie giornate con un'agenda qualsiasi (un regalo - l'unico, aggiungerei =.='') della mia banca. Per fortuna "ai tempi" esisteva già Vendetta Uncinetta, che ha salvato la mia tristissima agenda con un semplicissimo DIY. Nonostante tutto me la sono cavata abbastanza bene ma prima o poi (ogni anno, per la precisione!) arriva il momento di cambiare. Prima di presentarvi la mia stupendissima agenda, voglio solo aprire una piccola parentesi sulla ricerca che ha preceduto l'acquisto. Qualche tempo fa ho scoperto un angolo sul web a dir poco meraviglioso: il sito web di Kikki-K. Non credo siano necessarie presentazioni, basti dire che per chi come me ha la fissa per to-do list e planning questo sito è il PA-RA-DI-SO. Naturalmente mi sono ritrovata più o meno una sera alla settimana a riempire il mio carrello virtuale, alla fine però (lo ammetto) il prezzo mi bloccava. Solo che era troppo tardi, l'agenda me la sognavo di notte. Così ho deciso che dovevo smetterla di piangermi addosso, avrei avuto l'agenda perfetta con un piccolo budget! Mi sono guardata un'intera playlist Kikki-K per capire come avrei decorato la mia nuova agenda, ho fatto un po' di indagini online e alla fine, dopo estenuanti ore di ricerca...ho trovato l'agenda perfetta proprio sotto casa (mi pare ovvio, succede sempre).

http://www.youtube.com/watch?v=yRo1-dmmLhA

La mia è una Greenwitch Fucsia in formato-non me lo ricordo- (ma l'importante è che entri in borsa!). L'ho trovata in offerta in cartoleria e non ho resistito :) Ho anche acquistato un refill in più. Non uso la rubrica cartacea quindi l'ho sostituita con un doppione di Activity (pagine bianche a righe, per capirci). Per decorarla ho raccolto un po' di tutto, principlamente ritagli di giornali bellissimi (Mollie Makes), cartoncini e cartoline. I post-it e la penna con i gattini (molto professionale, lo so) li avevo trovati da Accessorize.

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Sono davvero soddisfatta del risultato, considerando che il budget era di 40,00 €. Insomma, mi sono regalata uno strumento utile ed indispensabile per la mia attività, questi sono i regali che apprezzo di più e che mi faccio volentieri.

Per organizzare le mie giornate aggiungo all'agenda:

  • un calendario da parete per ricordarmi le scadenze importanti e gli appuntamenti (presto vi mostrerò quello nuovo)
  • uno sketchbook per raccogliere le mie idee e gli spunti visivi che trovo in giro (da Tiger ne trovate a volontà, a prezzi decisamente accessibili :P)
  • una lavagna/bacheca divisa in 4 colonne: pending / ongoing / closing / done 

L'ultimo è per me LA chiave: riesco a tenere sott'occhio tutti i progetti che sto seguendo e posso controllare il flusso di lavoro senza perdere nulla per strada :) Naturalmente, oltre a questi 4 strumenti, anche io sono una grande appassionata dei fogli volanti, che però alla fine raccolgo all'interno della mia agenda.

Anche per oggi una buona porzione di affari miei è online e spero di avervi dato qualche spunto interessante per organizzare la vostra nuova agenda. La pianificazione per me è tutto, quindi se avete consigli per rendere il mio processo organizzativo super efficiente, fatevi avanti, sarò felicissima di raccogliere tutti i vostri spunti!

Ci vediamo settimana prossima con un nuovo post, tutto sul Natale ♡


The Quattrocchi's lookbook - il ritorno ♡

Premessa: avevo questo post salvato nelle bozze da una vita! Nel frattempo mi sono tagliata i capelli, è arrivato l'inverno (quello vero) e ho letto un altro libro :)

Yes I'm back! Yes I'm back in black! Eh sì, visto che l'ultimo post sul tema vi è piaciuto ho deciso di continuare con la mia nuova rubrica, The Quattrocchi's lookbook :) Un look e la mia mini me che indossa gli stessi vestiti. Ormai sono in modalità autunnale ON, anche se qui a Roma il tempo è strano. Tanto per cominciare l'estate è finita più o meno la settimana scorsa, poi ci sono stati due giorni di allerta meteo, poi c'è stata la bora e alla fine è tornato di nuovo il sole, 20 gradi. Sono nuova in città, e arrivo da Milano, dove per il 90% del tempo il tempo fa schifo (anche se non riesco proprio ad odiarlo). Però da quando sono a Roma mi sono accorta di alcuni aspetti climatici ai quali (davvero, lo so, ho dei problemi) non avevo pensato.

Prima di tutto, amici, ebbene sì...a Roma ci sono i gabbiani. Io a questa cosa ancora non mi sono ancora abituata: mi viene un colpo ogni volta che alzo lo sguardo dal computer e ne vedo uno passare fuori dalla finestra, pensando a qualche calamità naturale in arrivo perché io, i gabbiani, non li vedevo se non durante le vacanze al mare. Seconda cosa: Roma è GRANDE. Se piove in centro non è detto che stia piovendo nella mia zona. Per questa ragione durante l'allerta meteo sono rimasta profondamente delusa: avevo messo da parte una consistente scorta di lasagne, una maratona di film dell'orrore e speravo che la corrente saltasse almeno per un paio d'ore, per potermi godere la scusa migliore del mondo: non potevo lavorare causa blackout. Invece...due tuoni, un fulmine e un quarto d'ora di pioggerellina. Ora, scherzi a parte (non prendete troppo sul serio le ultime righe, sono sconcertata dalla quantità di danni provocati dal maltempo, davvero) il concetto è questo: NON SO COME VESTIRMI. Qui con il tempo tutto può succedere.

Oggi però ho affrontato questo venticello autunnale con la gonna, il primo cappellino della stagione e un libro sotto braccio. Ultimamente ho ricominciato a leggere tanto e ne sono davvero felice. In borsa non manca mai qualcosa da sfogliare, leggere o sottolineare. Stavolta era il turno di Trevor, che ho letto in un paio d'ore (sono lenta!). Ne approfitto per consigliarvelo, mi è piaciuto molto e oltre a Trevor, un eccezionale protagonista, quel che è davvero interessante è la proprio la storia del libro ed il progetto che c'è dietro: il Trevor Project. Mi raccomando, se dovete scegliere un solo oggetto dalla mia lista di oggi, scegliete questo!

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♡ Cose simili e carine per ricreare questo outfit (non fatevi le treccine altrimenti sembrerete Mercoledì Addams)♡

Maglia a righe / Mocassini / Borsa /  Trevor / Collana handmade

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The Quattrocchi's lookbook ♡

Cominciamo questo post con una premessa: NON sono una fashion blogger. Se volessi addentrarmi nei meandri oscuri di questa definizione non finirei più di stupirvi: io le fashion bloggers le seguo tutte e sogno (più che le loro vite) i loro guardaroba, lo ammetto. Anni e anni di #fashionbloggerswatching non hanno però influenzato in alcun modo il mio look. Resto la quattrocchi di sempre, che in questo periodo dell'anno adora i maglioni giganti, le scarpe comode...e le calze imbarazzanti. Quindi, vi chiederete voi, per quale misteriosa ragione questo post si intitola 'The Quattrocchi's lookbook?'. Prima di tutto perché sono una quattrocchi (ma va?) ma soprattutto perché mi è sembrato un buon esercizio per provare nuovi vestitini sui miei characters, YEH!

Sì, lo faccio per esercizio. Prendo i miei #outfitoftheday (che poi, troverò il tempo per fare questi post una volta all'anno quindi chiamiamoli #outfitoftheyear) e li ricreo in versione illustrata, per vestire la mia mini-me. Così oltre ad aver imparato qualcosa avrò anche un armadio virtuale in cui riporre ordinatamente tutti i miei vestitini, come facevo da piccola con quelli delle bambole (sì lo so, questa frase potrebbe sembrare leggermente inquietante considerando la mia età). In ogni caso 'The Quattrocchi's lookbook' è un piccolo esercizio di stile (riferito alle illustrazioni) e (perché no?) anche di ricerca. Per ogni outfit vi presenterò anche qualche piccola chicca: libri, accessori e piccole stupendissime cose che ho trovato in giro e che voglio condividere con voi.

Spero vi divertirete a suggerirmi qualche abbinamento e che non prenderete troppo sul serio il mio armadio, io non lo faccio mai ♡

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♡ Cose simili e carine per ricreare questo RICERCATISSIMO outfit ♡

Gattino Necklace / Converse a fiori / Cardigan rosso /

Calzine Oysho / Menù di Yocci

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