Character Design

Pixar in a box - Khan Academy

Buongiorno quattrocchi!

Oggi torno sui Diari della Factory per presentarvi un progetto davvero pazzesco! La Khan Academy si occupa di realizzare e distribuire corsi online gratuiti e accessibili a tutti. Recentemente ha collaborato con Pixar, dando vita ad un corso online interamente dedicato al mondo dell'animazione. Il corso è disponibile in lingua inglese (gratuitamente!) e comprende 9 lezioni/capitoli che raccontano tutti gli step necessari per la creazione di un film di animazione, dalla caratterizzazione dei personaggi al rendering. Il corso per ora prevede queste lezioni, ma presto ne usciranno di nuove.

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Introduzione al corso / Virtual Cameras / Effects / Patterns / Rigging / Animation / Environment modeling / Character modeling / Crowds / Sets & Staging / Rendering

Durante le ultime due Pixar Masterclass organizzate da Blue Shuttle ho imparato moltissimo sulla metodologia progettuale di Pixar (soprattutto sulla parte di story e animazione), ma questo corso è un vero e proprio tuffo nel meraviglioso mondo degli Studios. Che siate professionisti o semplicemente appassionati, può davvero arricchirvi e darvi spunti interessanti per il vostro lavoro.

Personalmente ho adorato la lezione sul Character modeling (per scoprire come i modelli in argilla vengono trasformati in personaggi digitali) e la lezione sul Rigging (per dare un'occhiata alla trasformazione geometrica che i personaggi affrontano per 'prendere vita').

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A breve anche io andrò al cinema a vedere (finalmente!) "Alla ricerca di Dory", e sono felice più che mai perché guardandolo potrò sicuramente apprezzarne il risultato finale conoscendo anche solo una piccola parte del lavoro di produzione, che a mio avviso è qualcosa di davvero eroico.

Voi che ne pensate? Avete partecipato? Mi farebbe piacere saperlo! Ci aggiorniamo prestissimo anche su Dory :)

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Song of the sea - a film by Tomm Moore ♡

Ieri su Facebook ve l'ho buttata lì: vi avrei parlato presto di Song of the Sea. Per "presto" intendevo "quando troverò, finalmente, un po' di tempo". Solo che alcune cose, quando le vedi o quando le pensi, devi fissarle subito sulla carta o sullo schermo. Ti trasmettono sensazioni talmente importanti che per paura di vederle scivolare via come seta devi per forza bloccarle, tirarle per quel sottile filo che le trattiene e tenertele vicino al petto per riuscire ad addormentarti. Lo so, questa frase è lunga quanto un romanzo, ma è esattamente la sensazione che ho provato dopo aver guardato Song of the Sea. Ieri, nel bel mezzo di duemila consegne, ho sentito l'urgenza di fissare tutto qui, di condividere con voi ciò che ho amato di questo film.

La canzone del mare è un film di animazione, uscito nel 2014 e diretto da Tomm Moore. La lavorazione del film si è svolta in 4 studi differenti: Irlanda, Danimarca, Lussemburgo e Belgio. Non è vero che le cose belle in Italia non arrivano, arrivano tardi, ecco tutto.

Il film uscirà nelle sale il 23 giugno. Il mio consiglio è di prenotare subito i biglietti e di prepararvi ad una raffica di 'wow' 'oooooh' 'aaaaah' e qualche lacrimuccia (quella non ve la toglie nessuno). Ad essere sincera mi aspettavo molto da questo film, ma non avrei mai immaginato di restarne affascinata fino a questo punto. Macino una quantità - probabilmente illegale! - di film di animazione, ma ormai i miei occhi sono abituati a schemi, stili e trame abbastanza prevedibili, per quanto meravigliosi.

Song of the sea non ha assolutamente nulla a che vedere con tutto ciò che ho visto fino ad ora. Partiamo dalla storia.

La storia racconta di Ben e della sua adorabile sorellina Saoirse [leggi: Sirscia, mi pare di ricordare!]. Saoirse è una Selkie, ovvero una bimba che può trasformarsi in foca e con il suo canto richiamare e risvegliare antiche leggende, magia e fate. Nel folklore irlandese le Selkie erano creature mitologiche: foche in grado di trasformarsi in donne durante le notti di luna piena. La leggenda è tipica delle Isole Orcadi e la storia del film ripercorre la leggenda a partire dalla madre di Ben e Saoirse, una Selkie che ritorna al mare per dare alla luce la sua piccolina. Dopo la scomparsa della madre i bambini crescono con il papà, ma visto il carattere complicato di Ben, l'impossibilità di Saoirse di parlare e i 'pericoli' del mare, la nonna decide di portarli via dall'isola per andare a vivere in città. I due fratellini decidono di fuggire per tornare a casa e raggiungere Cù, il cane di Ben. Intraprendono insieme un lungo ed avventuroso viaggio, durante il quale Ben scopre la vera natura della sorellina. Lontana dal suo magico manto di foca lentamente si indebolisce e Ben affronta sfide e grandi paure per poterla salvare.

Non mi addentro ulteriormente nella trama, talmente ricca di significati, mondi e meraviglie da lasciarvi con gli occhi che brillano. Vi parlo invece di ciò che ho amato dello stile di questo film. Il character design è dolcissimo. Le forme dei personaggi sono morbide e paffute, i movimenti sinuosi e armonici. La sinuosità dei movimenti si ritrova, a mio avviso, già nei model sheets, negli storyboard e negli animatic (il backstage della lavorazione è disponibile nei contenuti speciali del dvd ma troverete qualcosa anche online), e ricorda il lento avanzare e ritirarsi delle onde del mare lungo la battigia.

 

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Ci sono poi i colori e soprattutto: le luci e le ombre. Un'abilissima combinazione di colore e texture, affiancata ad un utilizzo spettacolare di luci ed ombre trasforma qualsiasi scena in un'esplosione di magia. I piani si sovrappongono, si uniscono e vivono in perfetta sintonia. Le stelle e le lucciole si mischiano e brillano ad intermittenza, costellando il cielo ed il mare di micro-cuori pulsanti.

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Ed infine il suono. Assolutamente ipnotico e sensuale, che accompagna ogni scena con maestosa semplicità e dolcezza. Quando Ben o Saoirse si avvicinano alla conchiglia per sentire il rumore del mare lo spettatore non può sentirlo. Ma il canto del mare non resta intrappolato in una conchiglia. Si diffonde e riempie l'aria, e così sentiamo anche noi il rumore delle conchiglie, la musica e le onde. Il canto di Saoirse lo si può quasi respirare come il profumo del mare.

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Tutti dovrebbero vedere questo film: bambini e soprattuto adulti, per ritrovarsi commossi e a bocca aperta davanti ad uno spettacolo prezioso. Per poter apprezzare davvero questo film bisogna essere pronti ad accogliere la magia, ad accettarne la semplicità e a difenderne l'autenticità. Ho molto altro da dire su Song of the sea, e sicuramente ne parlerò in una nuova puntata di Cinemino, ma per ora questa è la storia, attaccata a quel filo sottile, che sentivo di dover condividere con voi.

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Link utili: DVD / Pagina Facebook / Libro (al momento sold out)


Quattrocchi goes to Romics ♡

Cari quattrocchi,

ogni tanto torno sui diari della Factory con qualche avventura on the road! Devo ammetterlo, le gite fuori porta alla ricerca di nuovi personaggi sono la cosa che amo di più. Sveglia presto, scarpe comode e...si parte! Sabato ho deciso di fare un salto al Romics, qui a Roma. Non ero mai stata ad una fiera del fumetto, e mi sembrava l'occasione giusta. Per fortuna il mio compagno di avventure ha avuto l'accortezza di svegliarmi alle 6.30, perché già alle 9.30, fuori dalla Fiera di Roma, la coda era infinita (guardate il video per farvi un'idea, per la prima volta ho visto intere squadre di Sailor Moon correre su per le scale mobili - al contrario - 'manco stessero regalando banconote da 100€ all'ingresso).

http://www.youtube.com/watch?v=weRSePWejek

Ad ogni modo, alla fine siamo entrati anche noi (consiglio: comprate i biglietti online, o vi ritroverete in coda per un'ora almeno, soffocati e spiaccicati tra un Pikachu gigante e uno strano demone ricoperto di glitter). Dopo aver dato un'occhiata a tutti gli stand che mi interessavano, e dopo aver fatto scorta di pupazzetti cotoletta (Sumikko Gurashi Tonkatsu è tornato a casa con me), siamo finalmente arrivati al padiglione che volevo visitare.

In mostra c'erano Bruno Bozzetto e Christian de Vita. La prima mostra di Bruno Bozzetto l'avevo visitata al WOW Spazio Fumetto di Milano (ve lo raccontavo qui). Per me il suo lavoro è vera magia, lo scoprivo in Accademia quando durante le lezioni di animazione guardavamo 'Il signor Rossi' e studiavamo le basi dell'animazione di un personaggio. Non solo ho avuto la possibilità di rivedere i suoi schizzi ed i suoi storyboard, ma ho l'ho anche incontrato di persona! Come una bambina mi sono messa a saltellare e gli ho chiesto di firmare il catalogo della mostra. Inutile dirlo, è stato gentilissimo, come lo avevo immaginato :)

Dopo aver stretto la mano ad uno dei miei 'maestri' ho continuato la visita dell'esposizione con gli occhi a forma di cuore. Appesi alle pareti i disegni di Christian de Vita, storyboard artist e regista d'animazione che ha lavorato a Fantastic Mr.Fox, Frankenweenie e altri film SUPER.

Che altro aggiungere? Mi sentivo a casa, circondata da tutta quella meraviglia. Questo è il mondo che amo, fatto di disegni, personaggi, storie fantastiche e strette di mano sincere. Studiavo queste tavole durante l'università, facevo casino cercando di riprodurle con 35 sfumature di pantoni, raccoglievo spunti visivi in modo quasi ossessivo e la notte, con gli occhi gonfi per il troppo lavoro mi sparavo maratone di film di animazione. Sono cresciuta così, ma forse non sono cresciuta affatto. E mi lascio ancora trasportare ogni volta che guardo queste immagini. Mi immergo nelle storie e torno a casa come se fossi appena stata lì.

Per me è stata una mattinata emozionante, e spero di viverne molte altre come questa. Sempre alla ricerca di qualcosa di straordinario, per poi trovarmelo davanti e con aria sognante sussurrare:

"da grande voglio diventare così brava anche io."


La Spiga d'oro e una quattrocchi ad Expo ♡

Prima di visitare Expo ho letto almeno una ventina di recensioni. Più che recensioni, in effetti, erano veri e propri piani di battaglia. Chi suggeriva di accamparsi la sera prima per evitare le code, chi segnava sulla mappa i punti strategici dove potersi fare selfie, chi ti elencava nel dettaglio gli ingredienti di ogni singolo piatto tipico, chi ti spiattellava in faccia gli scontrini e chi ti svelava la strategia migliore per attraversare il decumano senza scioglierti dal caldo.

L'unico consiglio che ho seguito è stato quello delle scarpe comode, per il resto...ho deciso di prendermela con assoluta calma. Ho ancora tempo per tornarci e trasformarmi in Rambo.

Questo post, quindi, non sarà una lista di cose utili da sapere per visitare Expo, ma un post su ciò che ho scoperto passeggiando con la mia amica Paola, come si fa quando si visita una nuova città con un'amica.

Più o meno davanti al padiglione Italia, in mezzo alla fiumana di gente, con le luci psichedeliche dell'Albero della vita e con in sottofondo 'Get busy' di Sean Paul (seriamente, non avevo parole, ma chi l'aveva messa!?), i miei quattr'occhi hanno notato una locandina: "La spiga d'oro". Che ve lo dico a fare, tra tutte le cose che c'erano da vedere, sono riuscita a scovare l'unica cosa che non avevo trovato nelle recensioni. Un film d'animazione!

Ho letteralmente trascinato Paola in coda (una coda di 5 minuti per la cronaca), e mi sembrava di essere tornata a Disneyland Paris, dove molte code sono piacevoli quanto l'attrazione, perché mentre attraversi il corridoio puoi ascoltare la storia ed immergerti lentamente nella narrazione. Un piccolo percorso pieno di disegni ed illustrazioni.

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La proiezione è divisa in due momenti: nella prima sala, che somiglia molto ad una cameretta, le immagini vengono proiettate con giochi di luce che ricoprono il muro, mentre il narratore racconta la storia di Sylvia e Alex.

Nella seconda sala, più simile ad un cinema marmocchio-size, la proiezione del corto, con piccoli effetti speciali che rendono il tutto ancora più delizioso.

http://www.youtube.com/watch?v=r6zsFHfVM7Q

Lo spazio espositivo è quello dell'UE, e il tema della narrazione è quello del pane. Una storia che racconta i valori e le sfide affrontate dall'Unione europea nell'ambito agricolo. Il messaggio, per farla breve, è:

Coltivare insieme il futuro dell'Europa, per un mondo migliore.

Sylvia lavora come scienziata per la UE, è sempre impegnata e presta poca attenzione alle meraviglie che la circondano. La nonna le lascia la sua panetteria, e Sylvia affronta questa sfida come farebbe in laboratorio: con il suo approccio analitico e scientifico. Il suo pane non profuma (e a quanto pare ha un saporaccio, viste le reazioni della clientela :S), e la panetteria presto perde la sua magia.

Poi, però, arriva Alex, agricoltore dalla folta chioma bionda (un principe azzurro country-edition) che con un paio di mosse romantiche conquista Sylvia e trasforma il suo mondo (e il pane, naturalmente!). Due mondi diversi che si incontrano per dare vita ad una storia che profuma di buono, di casa e di miele. Non saprei definirla in altro modo.

L'incontro tra innovazione (Sylvia) e tradizione (Alex) è rappresentato in modo davvero semplice e dolcissimo.

Per concludere, una terza tappa (stavolta interattiva).

Tornata a casa ho deciso di fare una piccola ricerca, e di condividere con voi questo microscopico angolo di magia che ho avuto la fortuna di scoprire durante la mia visita. Se passate ad Expo (soprattutto con nanetti al seguito), fateci un salto, ne vale davvero la pena :)

Ci vediamo la prossima settimana, buon weekend quattrocchi ♡