Mese: Marzo 2019

Lascia perdere (o forse no, o forse mai).

A dicembre pubblicavo questo video sul mio canale Youtube. Il mio messaggio è arrivato dove doveva arrivare, negli auricolari di tanti freelance che, come me, ogni tanto hanno bisogno di ricordare che quello che stiamo facendo è importante. Il messaggio, però, è arrivato anche a chi ci dice spesso di lasciar perdere. Di cambiare rotta, che quello che stiamo facendo non lo è, non è importante.

Pubblicavo questo video dopo un anno complicato. Cicatrici profonde riaperte a tradimento quando sembrava tutto ok. Un senso di inadeguatezza perenne davanti ad una schiera di persone che sembravano volermi abbattere a tutti i costi. Ero diventata il contenitore dei dispiaceri degli altri, lo specchio per i loro fallimenti e la scusa per gli sbagli che avevano commesso. Era colpa mia però, io avevo permesso a quelle persone di mangiarmi.

Così avevo 5kg in meno addosso, quando mi sdraiavo sul letto mi sentivo sottile. Quei kg li avevo tutti trasformati in parole. Scrivevo di notte, di giorno lavoravo. Le parole pesavano, erano macigni che dovevo scaricare da qualche parte prima di andare a dormire. Tutte quelle parole le tenevo per me, e questo blog è rimasto in silenzio perché il rumore era già abbastanza forte mentre scrivevo sotto le coperte.

Una marea di visite, per capire dove fosse il problema. Perché mangiavo, ma il mio corpo aveva smesso di assimilare. Tutti mi ripetevano "non stai bene, fatti vedere", "sarà colpa del lavoro, troppo stress", "ma non è meglio trovarti un lavoro in azienda, così sei più tranquilla?".

Me ne andavo in giro con il cotone premuto dallo scotch dopo gli esami del sangue. Con i maglioni larghi perché così non dovevo spiegare a tutti che non era colpa mia, che mica l'avevo deciso io di scomparire piano.

Per la prima volta nella mia vita ho dovuto fare una dieta. Una dieta ingrassante. Tutti mi dicevano "quanto sei fortunata, puoi mangiare tutto quello che vuoi!" e io sorridevo imbarazzata perché no, non mi sentivo fortunata. Abbiamo cercato ovunque, in ogni microscopica fessura di me abbiamo cercato la causa e io mi ripetevo che doveva essere nel corpo la ragione di tutto quel disastro.

Ho montato questo video di notte, mettendo insieme tutte quelle parole che avevo accumulato. Quei kg di pensieri che dovevo scaricare da qualche parte per riuscire a dormire di nuovo. L'ho mandato come augurio di Natale a tutte quelle persone che per mesi mi hanno ripetuto di smettere. Come se lavorare freelance fosse la mia droga, una dipendenza, una croce, la causa di ogni mio male. Era quella la ragione per cui Giulia stava scomparendo. Una malattia incurabile: la libertà. 

Con quel video è successo qualcosa. Mi sono ricordata del potere e della forza nascosti nelle mie parole. 

Quelle degli altri erano talmente potenti che erano riuscite a farmi (quasi) scomparire. Perché le mie dovevano essere più deboli?

Ho smesso con la dieta ingrassante e ne ho cominciata un'altra, depurativa.

Ho ridotto drasticamente o del tutto eliminato i rapporti con le persone tossiche che mi circondavano. Ho cominciato a dire "no, grazie" quando non mi andava di fare qualcosa. Ho cominciato a dire "sì, grazie" quando qualcosa mi andava davvero. Ho cominciato a praticare yoga al piano di sopra del mio studio. Da quando ho cominciato, ho pianto alla fine di ogni lezione. Ogni martedì e ogni venerdì mangio due o tre focaccine tornando a casa. Ho preso una casa.

Da quando sono qui ho recuperato tutti i miei kg persi, senza raddoppiare nessuna porzione. Semplicemente ascoltando prima me stessa degli altri. Ho ricominciato a leggere, disegnare, suonare il mio ukulele, cantare e ballare con un calice di vino in mano. Ogni giorno vado in studio e lavoro, con un team fantastico e circondata solo dalle persone che, quando pesavo quanto una piuma, mi dicevano semplicemente "io ci sono".

Ero pronta per tornare qui, anche solo per il tempo di un racconto, per il tempo di un promemoria, per dirvi che no. No, maledizione. La libertà non è una malattia. Fatevene una ragione.

E mangiatevi tutte le focaccine che vi vanno, ogni volta che ne avete voglia.