Mese: Ottobre 2015

Cose carine ed irresistibili per la cucina ♡

Buongiorno quattrocchi! ♡

Se mi seguite (soprattutto su Instagram) avrete notato qualche giorno di assenza. Ogni tanto capita, soprattutto quando gli impegni sono tanti e la creatività ne risente un po'. Ultimamente preparo la valigia con più frequenza. Anche solo per qualche giorno, ma mi capita sempre più spesso di dovermi spostare. Spostarsi per lavoro o per sbrigare faccende fastidiose (alzi la mano chi vive lontano dalla propria città! Ecco, puntualmente salta fuori qualche foglio da firmare, qualche riunione dell'ultimo momento, qualche parente che ha proprio bisogno di voi, vero?) non è come partire per una vacanza ma, ogni tanto...#shadafare.

Durante questi viaggi un po' antipatici, non sento la grande necessità di condividere quel che combino. Non credo vi interessi sapere del dentista, della lunga coda in banca o della pizza mangiata al volo prima di rimettermi al computer. Visto che non sono in giro per piacere la condivisione mi sembra...forzata. Fermarmi tra un esame del sangue e un appuntamento dall'agente immobiliare per scattarmi un selfie e scrivere "giornata piena, poi vi racconto tutto! xoxo" non è proprio da me. Ma il desiderio di coinvolgervi nella mia super-ordinaria vita torna all'arrembaggio ogni volta che mi fermo cinque minuti. Mi preparo una tazza di thé (l'unica cosa che mi faccia sentire a casa, ovunque), fisso lo schermo del computer per un po' e penso "è troppo che non mi faccio sentire. Ora ho proprio voglia di chiacchierare con loro!".

Oggi, durante la mia pausa thé, ho pensato a cosa mi manca di più quando sono lontana da casa. La risposta non è stata 'il letto / il mio angolo ufficio / le mie pantofole a forma di orsetto'. La risposta è arrivata dal cuore: mi manca la mia cucina. Non sono una grande chef, e nemmeno amo poi così tanto cucinare. Ma la cucina è un angolo speciale della casa, il luogo dove mi rannicchio sulla sedia quando fa freddo, bevendo cioccolata e ascoltando il rumore del vento e il ticchettio del timer che mi avvisa quando la quiche è pronta. E' un luogo in cui mi muoverei anche ad occhi chiusi. Tutto è al proprio posto. Forchette nel cassetto a destra, tazze da thé sportello al centro secondo ripiano, zucchero a velo e zucchero di canna a destra ultimo ripiano, cioccolato dentro al frigo, primo cassettino e così via.

Quando sono lontana da casa e devo muovermi in cucine diverse dalla mia...mi sento sempre un po' persa. E anche quando torno a casa mia, dalla mia famiglia, sento che è tutto diverso. La cucina è un posto felice, e ogni volta che torno dopo un viaggio mi ci fiondo (sperando di ritrovarla in ordine!) per salutarla e per vedere se ha bisogno di qualcosa (follia pura, lo so ♡).

Ma ora, basta cianciare! Dopo questo malinconico sproloquio - tipica reazione ad una piovosa giornata di ottobre - vi faccio vedere il bottino che ho raccolto vagando per il web, alla ricerca (come sempre) di personaggi super carini! Per questa selezione ho pensato proprio a lei, la mia cucina!

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My recipe book: anche il mio è di Paperchase, che ogni anno propone fantasie strepitose. Naturalmente il cibo ha sempre gli occhietti.

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Magneti a forma di toast: non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti!

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Bunny Vase: perché anche se il basilico dura più o meno due giorni merita una casa come si deve.

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Pear print: presto su questi schermi - come ricoprire interamente il muro della vostra cucina con mele, sushi, croissant e pere con occhietti sorridenti.

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Ed infine, perché questo è veramente irresistibile: un guanto da forno/riccio che dorme. Quando l'avrò recuperato il momento di togliere la teiera dai fornelli sarà un momento di poesia allo stato puro.

Per dare un'occhiata alla selezione completa guardate la mia bacheca dedicata su Pinterest ♡


Quattrocchi goes to Romics ♡

Cari quattrocchi,

ogni tanto torno sui diari della Factory con qualche avventura on the road! Devo ammetterlo, le gite fuori porta alla ricerca di nuovi personaggi sono la cosa che amo di più. Sveglia presto, scarpe comode e...si parte! Sabato ho deciso di fare un salto al Romics, qui a Roma. Non ero mai stata ad una fiera del fumetto, e mi sembrava l'occasione giusta. Per fortuna il mio compagno di avventure ha avuto l'accortezza di svegliarmi alle 6.30, perché già alle 9.30, fuori dalla Fiera di Roma, la coda era infinita (guardate il video per farvi un'idea, per la prima volta ho visto intere squadre di Sailor Moon correre su per le scale mobili - al contrario - 'manco stessero regalando banconote da 100€ all'ingresso).

http://www.youtube.com/watch?v=weRSePWejek

Ad ogni modo, alla fine siamo entrati anche noi (consiglio: comprate i biglietti online, o vi ritroverete in coda per un'ora almeno, soffocati e spiaccicati tra un Pikachu gigante e uno strano demone ricoperto di glitter). Dopo aver dato un'occhiata a tutti gli stand che mi interessavano, e dopo aver fatto scorta di pupazzetti cotoletta (Sumikko Gurashi Tonkatsu è tornato a casa con me), siamo finalmente arrivati al padiglione che volevo visitare.

In mostra c'erano Bruno Bozzetto e Christian de Vita. La prima mostra di Bruno Bozzetto l'avevo visitata al WOW Spazio Fumetto di Milano (ve lo raccontavo qui). Per me il suo lavoro è vera magia, lo scoprivo in Accademia quando durante le lezioni di animazione guardavamo 'Il signor Rossi' e studiavamo le basi dell'animazione di un personaggio. Non solo ho avuto la possibilità di rivedere i suoi schizzi ed i suoi storyboard, ma ho l'ho anche incontrato di persona! Come una bambina mi sono messa a saltellare e gli ho chiesto di firmare il catalogo della mostra. Inutile dirlo, è stato gentilissimo, come lo avevo immaginato :)

Dopo aver stretto la mano ad uno dei miei 'maestri' ho continuato la visita dell'esposizione con gli occhi a forma di cuore. Appesi alle pareti i disegni di Christian de Vita, storyboard artist e regista d'animazione che ha lavorato a Fantastic Mr.Fox, Frankenweenie e altri film SUPER.

Che altro aggiungere? Mi sentivo a casa, circondata da tutta quella meraviglia. Questo è il mondo che amo, fatto di disegni, personaggi, storie fantastiche e strette di mano sincere. Studiavo queste tavole durante l'università, facevo casino cercando di riprodurle con 35 sfumature di pantoni, raccoglievo spunti visivi in modo quasi ossessivo e la notte, con gli occhi gonfi per il troppo lavoro mi sparavo maratone di film di animazione. Sono cresciuta così, ma forse non sono cresciuta affatto. E mi lascio ancora trasportare ogni volta che guardo queste immagini. Mi immergo nelle storie e torno a casa come se fossi appena stata lì.

Per me è stata una mattinata emozionante, e spero di viverne molte altre come questa. Sempre alla ricerca di qualcosa di straordinario, per poi trovarmelo davanti e con aria sognante sussurrare:

"da grande voglio diventare così brava anche io."